Cilli: basta degrado in via Lazio, il Comune di Pescara intervenga

3 Giugno 2023

Dopo il sopralluogo della Asl tra rifiuti abbandonati, erbacce e sporcizia, il vice sindaco lancia l’appello «Così non si può andare più avanti: l’area non è di nostra competenza, i proprietari devono muoversi»

MONTESILVANO. «I privati facciano la loro parte per restituire decoro e sicurezza al palazzone di via Lazio». L’appello arriva dal vicesindaco di Montesilvano Paolo Cilli che, all’indomani dell’ennesimo sopralluogo della Asl di Pescara nell’edificio abbandonato di Villa Verrocchio, invita i proprietari dello stabile a rimuovere rifiuti e situazioni di rischio igienico-sanitario. L’assessore montesilvanese si rivolge in particolare all’amministratore del condominio e al Comune di Pescara, proprietario di circa il 49% delle quote condominiali, con i suoi 59 appartamenti. La proprietà del resto dell’edificio, invece, è di diversi privati.
palazzo nel degrado Tra guano dei piccioni, topi, insetti, cataste di rifiuti ed erbacce alte oltre un metro, l’edificio di via Lazio 61, a quasi un anno dallo sgombero coatto degli ultimi occupanti abusivi, è abbandonato nel degrado. Nonostante l’edificio sia inaccessibile, le aree che circondano il palazzo e alcuni locali aperti al piano terra appaiono in pessime condizioni igienico-sanitarie, così come i balconi e gli appartamenti con le finestre aperte, dai quali entrano ed escono indisturbati i piccioni. Una situazione che crea disagi ai residenti del quartiere che, in 125, hanno sottoscritto una petizione chiedendo alle istituzioni di intervenire. L’appello Giovedì mattina, dopo l’ennesima segnalazione del consigliere regionale Domenico Pettinari del M5S, la Asl ha effettuato un sopralluogo per valutare le condizioni igienico-sanitarie. All’indomani dell’ispezione, è il vicesindaco Cilli a ribadire l’assenza di competenza del proprio Comune e a sollecitare i colleghi di Pescara a far sentire la propria voce con l’amministratore del condominio. «Dopo lo sgombero, per garantire decoro siamo intervenuti per far rimuovere i rifiuti», ricorda, «poi, in altre due occasioni siamo tornati in via Lazio, ma così non possiamo andare avanti. È un’area privata. Allo stesso tempo, però, gli abitanti del quartiere meritano sicurezza e pulizia per cui la prossima settimana prenderemo contatti con Pescara e con l’amministratore».
La storia Realizzato negli anni ’70 come complesso residenziale, già a partire dal 1986 l’edificio ha iniziato la sua parabola discendente con l’acquisto, da parte del Comune di Pescara, dei 60 appartamenti divenuti alloggi popolari. Negli anni, tra degrado, illegalità e occupazioni abusive, l’edificio è diventato noto come “palazzo della vergogna” fino all’anno scorso quando è stato sgomberato dagli ultimi abusivi, dopo il trasferimento degli inquilini regolari. Quel giorno, il Comune di Pescara ha provveduto a rendere inaccessibile il palazzone, avviando l’iter per l’alienazione della porzione pubblica dell’edificio.
L’asta e il futuro La procedura di alienazione bandita nell’autunno 2022, a partire da una base d’asta di un milione 465mila euro, è andata deserta nonostante l’ottima posizione. Probabilmente a incidere sul mancato interesse da parte dei costruttori il fatto che i 59 alloggi del Comune rappresentano solo una porzione dell’edificio e che, in caso di impossibilità di acquisire le rimanenti porzioni, lo stabile sarebbe di fatto inutilizzabile. Eppure il sindaco di Montesilvano, Ottavio De Martinis, continua a sperare che l’edificio presto venga acquistato, abbattuto e ricostruito e che, magari, possa ospitare degli alloggi per gli studenti che a breve frequenteranno le proprie lezioni alla Stella Maris. Dal proprio canto, il Comune di Pescara, per quanto ancora interessato all’alienazione, per ora non sembra avere intenzione di bandire una nuova asta abbassando il prezzo perché ritenuto congruo con il mercato.