Cimeli, foto e giornali mostra sulla storica coppa

Inaugurata al museo Vittoria Colonna un’esposizione con 70 pannelli Realizzata con il contributo degli appassionati, resterà aperta fino al 30 ottobre
PESCARA. A margine della conferenza stampa, con il solenne taglio del nastro è stata inaugurata la mostra storico- documentaria e fotografica dal titolo "La Coppa Acerbo: motori consenso e modernità". Non è stato facile mettere insieme i cocci necessari a ricomporre circa cinquant' anni di storia, gli addetti ai lavori hanno dovuto rovistare qua e là per oltre un anno nel tentativo di ricomporre un antico mosaico che inevitabilmente vede la mancanza di qualche pezzo.
Il lavoro ha interessato sia gli archivi pubblici sia i ricordi, i cimeli, le fotografie posseduti gelosamente da appassionati. L' esposizione, ospitata sempre all' interno del museo Vittoria Colonna, si articola in circa settanta pannelli, cercando di conciliare l' analisi storica da una parte e il sentimento passionale di tutti gli automobilisti dall' altra.
Facendo due passi al suo interno si possono scoprire aneddoti molto interessanti: ad esempio la mostra racconta come nel 1947, durante la ricostruzione post bellica, nel tentativo di cancellare l' onta del fascismo si decise di cambiar nome alla gara, passando dall'originario Coppa Acerbo a Circuito di Pescara. Si tratta per lo più di articoli di giornale e fotografie riportate alla luce e messe a disposizione della memoria cittadina.
Quasi emozionante vedere in bianco e nero un Enzo Ferrari pieno di gioia, tendere le mani al cielo sulla linea del traguardo per festeggiare la vittoria della sua macchina. E così, camminando tra le pareti della mostra, è possibile rivivere per alcuni e immaginare per altri, che cosa sia stata questa competizione per Pescara.
Anche dopo la prima settimana di celebrazioni, l' esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 30 ottobre. La soprintendenza archivistica per l'Abruzzo, nella persona di Maria Teresa Spinozzi, invita tutti gli interessati a non mancare l'appuntamento, rivolgendo particolare attenzione alle scuole e ai più giovani, gli adulti di domani, perché possano apprezzare e custodire un pezzo di storia della nostra città. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

