Cimini: così ho evitato uno scempio nel Parco
CARAMANICO TERME . All'intervento del sottosegretario alla presidenza del Consiglio regionale, Mario Mazzocca, sulle vicende del Prg di Caramanico, fatti che risalgono all'epoca in cui Mazzocca era...
CARAMANICO TERME . All'intervento del sottosegretario alla presidenza del Consiglio regionale, Mario Mazzocca, sulle vicende del Prg di Caramanico, fatti che risalgono all'epoca in cui Mazzocca era sindaco, risponde l'ex direttore del Parco Majella, Nicola Cimini. «La mia denuncia nei suoi confronti» dice «riguardava le vicende del Prg e il programma complesso di iniziativa privata presentato dalla società Cesibrem di Roma, poi approvato dal Consiglio in assenza di Mazzocca, poiché nel progetto era compreso un terreno di proprietà della moglie». Cimini riporta le conclusioni dell'indagine della Finanza, che evidenziavano «la responsabilità di Mazzocca, in qualità di sindaco, nell'approvare in variante del Prg una edificazione di oltre 32 mila metri cubi, di gran lunga superiore a quella consentita nel vigente Prg. Fatto che procurava un ingiusto vantaggio patrimoniale, derivante dall'incremento di valore commerciale di quel terreno». Circostanza confermata anche dal tecnico comunale responsabile del procedimento, secondo il quale era evidente l'incremento di valore del terreno grazie all'inserimento nel programma». Procedimento che, come si sa, è stato archiviato. Cimini annota che «il pm ha chiesto l’archiviazione al Gip vista la rinuncia della società Cesibrem a realizzare il programma, a fronte dei miei reiterati dinieghi come direttore del Parco. Lo stesso giudice ha respinto la mia richiesta di opposizione a quella del pm, poiché formulata quando non ero più direttore del Parco. In realtà, avrebbe potuto opporsi l'ente Parco, ma non lo fece. Preciso» chiosa Cimini «che per me si tratta di una vittoria personale, perché, con il mio intervento, ho impedito scempi sul territorio».
Cimini fa sapere ancora che l'intera vicenda è stata ricostruita in un volume dato alle stampe nel 2016 dove ha dato piena notizia della assoluzione di Mazzocca, e «che in quanto alle minacce di richiesta di risarcimento danni, sono ad attenderle inquadrandole nell'ottica della "lite temeraria"». (w.te.)
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