Cimitero ai privati La giunta frena l’opposizione attacca

Cappelle sul Tavo, pioggia di emendamenti sul progetto La minoranza: troppi punti deboli e costi alti per il Comune
CAPPELLE SUL TAVO. Portata in Consiglio comunale la proposta di project financing per la privatizzazione del cimitero di Cappelle sul Tavo.
Per i troppi emendamenti presentati dall’opposizione, ben 27, la maggioranza ha deciso di prendersi una pausa di riflessione sul progetto di finanza. Il piano prevede la realizzazione di nuovi posti di sepoltura a spese dell’impresa proponente, una ditta della provincia dell’Aquila, che poi dovrebbe assumere la gestione del camposanto.
Con il project financing, per i cittadini di Cappelle aumenterebbero anche le tariffe dei loculi e dei servizi cimiteriali. Uno dei punti deboli della proposta, anche rispetto alle privatizzazioni fatte finora nei Comuni limitrofi, è che la pulizia del camposanto resterebbe a carico del privato solo per due dei 15 anni di durata della concessione, per ritornare dal terzo anno in poi sul groppone del Comune di Cappelle.
Inoltre, per la realizzazione di lapidi e per la vendita di articoli funerari, come vasi, portafoto e altro, il concessionario ha l’esclusiva e non si possono comprare altrove. «Siamo contrari all’approvazione della convenzione proposta perché lo riteniamo un pesante fardello sulle spalle dei cittadini», l’intervento in consiglio del capogruppo della minoranza Pierino Di Giandomenico, «abbiamo provato, con degli emendamenti, ad evidenziare i punti che riteniamo più gravosi. Siamo certi che Cappelle non abbia bisogno di questo project financing per costruire loculi e far funzionare il cimitero poiché sostanzialmente la costruzione dei loculi si autofinanzia, resta la manutenzione per la pulizia, mentre per le lampade votive esiste già un gestore che, tra l'altro, opera senza il rinnovo dell’autorizzazione. La convenzione in questione durerà 15 anni con rinnovo tacito», ha aggiunto il consigliere d’opposizione, «e volendo uscirne i futuri amministratori si troveranno di fronte a costi esosi. Si rischia di mettere i cittadini di fronte al fatto che per entrare al cimitero dovranno chiedere il permesso». «Il cimitero rappresenta un luogo del dolore ed allo stesso tempo del ricordo, non possono renderlo un lusso che pochi potranno permettersi», aggiunge il consigliere Stefano Carota. «Non lo troviamo giusto creare un regime di monopolio delle vendite di articoli cimiteriali demandando l’esclusiva alla società appaltante».

