Cimitero nel degrado: «Una bidonville»

I cittadini denunciano la mancanza di decoro nella zona più nuova del camposanto, dove avvengono le sepolture a terra
MONTESILVANO. Camposanto o discarica? I cittadini tornano a protestare sulle pessime condizioni del cimitero di via Chiarini a Montesilvano. Tre mesi dopo la segnalazione fatta dai consiglieri Cinque stelle, questa volta è il presidente della commissione Lavori pubblici Mauro Orsini, sollecitato dai residenti, a effettuare un sopralluogo in via Togliatti. «I cittadini di Montesilvano che si recano in visita ai propri cari nelle sepolture a terra sono indignati», evidenzia, «e hanno tutte le ragioni del mondo. Non c’è il minimo decoro, più che un camposanto sembra una discarica». I disagi per gli utenti si verificano in particolare nella zona più nuova del cimitero, quella dove attualmente vengono seppelliti i defunti che hanno scelto la sepoltura a terra, a ridosso del cavalcavia della tangenziale. In questa zona, infatti, recarsi a far visita sulla tomba del proprio caro estinto è un’impresa molto difficile dal momento che non esistono percorsi o vialetti, ma gli utenti sono costretti a camminare sulla terra smossa che, soprattutto nelle giornate di pioggia, si trasforma in fango rendendo impraticabile il cammino.
Un disagio avvertito ancora di più dalle categorie più fragili, come gli anziani o i disabili, per i quali è praticamente impossibile raggiungere alcune sepolture. A rendere tutto più indecoroso e confusionario sono poi le disposizioni delle sepolture, che non hanno alcun senso logico, ma sembrano essere realizzate solo in un’ottica di razionalizzazione degli spazi. Ciò comporta che per raggiungere alcune tombe, si è costretti addirittura a camminare su altre sepolture. Per non parlare del cantiere a cielo aperto che bisogna attraversare per raggiungere i campi dedicati alle nuove sepolture a terra, dove grossi sacchi contenenti rifiuti, calcinacci, attrezzi da lavoro vari non sono messi in sicurezza e rappresentano non solo un pericolo per gli utenti, ma anche e soprattutto uno spettacolo poco decoroso. Una parte della recinzione del cantiere, proprio a ridosso di alcune sepolture, inoltre, è praticamente collassata a ridosso delle lapidi, rendendo quasi impossibile leggere i nomi dei defunti. A completare un quadro già desolante, i cassonetti dei rifiuti completamente colmi di vasi, piante e fiori secchi, mentre sono state finalmente tagliate le erbacce che fino a qualche giorno fa superavano l’altezza delle lapidi. La situazione in cui versa questa sezione del cimitero, per giunta, cozza con il perfetto stato di pulizia e manutenzione della parte del cimitero dedicata ai loculi e alle cappelle gentilizie. A tal proposito il consigliere Orsini evidenzia: «L'immagine del camposanto è una metafora della nostra città: quando si entra appare l'agglomerato urbano della città con i suoi palazzi tombali di cemento; dietro, nella parte finale, troviamo le bidonville, un camposanto discarica dei poveri sotto il cavalcavia dell'asse attrezzato». A segnalare il pessimo stato di questa porzione di cimitero è anche il consigliere Lino Ruggero che, lavorando nel settore delle onoranze funebri, raccoglie quotidianamente il malcontento dei montesilvanesi. «E' necessario che la politica intervenga», commenta, «dando un indirizzo, delle direttive a chi opera nel cimitero, per cercare di restituire un po' di ordine e di decoro a questo luogo».

