Cimitero, ora spunta l’amianto Il sindaco: «Cresce lo sconcerto»

La nuova scoperta durante gli scavi avviati da luglio nella zona a valle destinata all’ampliamento Russo: è giusto che le indagini vadano avanti, ci siamo attivati affinché l’area fosse messa in sicurezza
FRANCAVILLA. Spunta l’amianto tra i rifiuti trovati nei terreni del cimitero di Francavilla. La notizia ha trovato conferma nella giornata di ieri, dopo giorni in cui si rincorrevano voci di questo tipo. Tra i diversi rifiuti trovati dai carabinieri di Francavilla nei terreni destinati alla realizzazione dei nuovi loculi del cimitero, c’è anche l’amianto. La scoperta è piuttosto recente, ma tutt’altro che casuale. Gli inquirenti, infatti, non hanno mai smesso di indagare, dopo che a metà luglio si è aperta ufficialmente l’indagine sulla presenza dei rifiuti, con il sequestro dei nuovi terreni prima e del cimitero poi, rimasto chiuso al pubblico per oltre venti giorni.
In un primo momento le attività di carotaggio avevano restituito resti di bare in zinco, plastica, scarti dell'edilizia e anche un cadavere mummificato. Andando più in profondità pero, è spuntato anche il temuto amianto, che da quello che si apprende è stato rinvenuto nella profondità del terreno, in una zona non distante dalla prima finita sotto osservazione, vale a dire quella a valle, dove sono presenti le due torri, e destinata all’ampliamento della struttura. Il tutto mentre l’ordigno bellico trovato durante gli scavi nella giornata di giovedì è stato rimosso ieri mattina dagli artificieri, che l’hanno trasportato in una cava ad Ortona dove è stato fatto brillare. In questo modo, anche l’ordinanza per interdire l’accesso alla zona in cui era presente la bomba, firmata ieri mattina dal sindaco di Francavilla Luisa Russo, è stata revocata in serata, visto che almeno quel pericolo è stato neutralizzato.
Resta invece quello legato alla presenza di un materiale altamente tossico come l’amianto, che adesso richiederà un intervento degli addetti ai lavori. Allo stato attuale, è facile ipotizzare che l’area interessata dalla presenza di eternit, in prima battuta verrà messa in sicurezza, delimitata e chiusa.
Solo in un secondo momento poi, dovrà essere bonificata, per rimuovere la quantità di amianto presente. Questo perché le indagini dei carabinieri sono tutt'altro che concluse e nei prossimi giorni i militari dell'Arma, aiutati da macchinari specializzati, e con la collaborazione del personale dell'Arta, dovranno tornare sul posto, per continuare a scavare. L’obiettivo è capire se la presenza di amianto e di altri rifiuti, anche speciali, possa interessare anche altre zone dell’area cimiteriale che dallo scorso luglio sembra non trovare più pace.
«Cresce lo sconcerto per quanto accade al cimitero, ma è giusto che le indagini vadano avanti e accertino ogni aspetto di questa vicenda», dice il sindaco Russo. «Ci siamo subito attivati con l’ufficio tecnico affinché l’area fosse messa in sicurezza per la pubblica incolumità, e domani (oggi, ndc) proprio per questo verrà eseguito un intervento da parte di una ditta specializzata». E conclude: «Ringrazio carabinieri e artificieri per il lavoro tempestivo nella rimozione dell’ordigno bellico, intervento che ci ha permesso di riaprire nel giro di poche ore l’area interdetta all’utenza».

