Cinema e turisti: il boom dell’eremo di Santo Spirito

9 Novembre 2019

Roccamorice: da luogo abbandonato ad attrazione con 16mila visitatori nel 2019 E dopo il film di Sorrentino e la fiction “Il nome della rosa” il sindaco rilancia

ROCCAMORICE. Dieci posti di lavoro e il consolidamento di quelli già esistente nelle strutture ricettive del paese. Tanto ha fruttato finora a Roccamorice l’investimento sull’eremo celestiniano di Santo Spirito. Da luogo abbandonato, utilizzato a malapena come magazzino, ad attrazione turistica e culturale per visitatori che arrivano qui da tutta Italia: questa la scommessa vinta dal sindaco Alessandro D’Ascanio. E il primo cittadino non ha nessuna intenzione di accontentarsi: rilancia, pensa a nuovi investimenti e chiede il sostegno della Regione per continuare a far crescere l’eremo dove nel 1246 soggiornò Celestino V.
«Siamo passati dai circa tremila visitatori del 2015 agli oltre sedicimila del 2019», rivendica D’Ascanio, «numeri che superano quelli di musei che nella nostra regione hanno una tradizione ben più consolidata». L’ingresso costa 5 euro con la guida, e 3 senza. A gestire la struttura è la cooperativa Ripa Rossa presieduta da Daniele Palumbo, che impiega una decina di persone con vari ruoli, che sono serviti per dare una solida dignità museale a quello che era poco più di un deposito: «Era un posto completamente chiuso», racconta li sindaco riconfermato nel 2018, «era una sorta di magazzino senza alcun tipo di gestione, dove era ammassato materiale di vario genere, compresa roba che era servita per vecchi progetti di valorizzazione che non erano mai decollati. Eppure è un luogo di grande importanza storica non per l’Abruzzo ma per tutta la cristianità».
Oggi chi arriva in questo angolo di Appennino trova visite guidate e bookshop. Non poteva restare un luogo abbandonato: «Siamo intervenuti prima con i fondi dell’8 x mille e poi con quelli del Masterplan», oggi c’è un flusso turistico che porta gente dalle grandi città italiane come Roma, Napoli, Milano. Ma ci sono turisti che vengono anche da tante parti d’Europa: almeno il 20-30% della gente che arriva sono stranieri». Un flusso che ha dato slancio all’economia turistica del paese: «C’erano già affittacamere che offrivano complessivamente 40-50 posti letti e almeno tre ristoranti, ma in questi anni si sono consolidati».
La promozione dell’eremo ha inoltre portato qui le produzioni televisive: a Roccamorice, comune di circa 900 abitanti che fa parte del Parco nazionale della Majella, hanno girato Paolo Sorrentino per “The New Pope”, la Rai per produrre la fiction “Il nome della rosa”. «Abbiamo collaborato con “location manager” che ha proposto il nostro eremo, e anche grazie al giro che si è creato e ai servizi che oggi vengono offerti è stata scelta Roccamorice».
Ora D’Alessandro vuole rilanciare. Quello che finora è stato un «esperimento andato bene» vuole fare ancora passi avanti: «Alla Regione chiediamo investimenti per adeguare la strada provinciale 64 per facilitare l’accesso, e un parcheggio di scambio al bivio per l’eremo», dice il primo cittadino, «in questo modo le auto possono fermarsi qui, dove abbiamo intenzione di investire un servizio navetta per invogliare ulteriormente i visitatori».
Nel frattempo il prossimo salto di qualità programmato è atteso per il 2020, con la possibilità di pernottare nelle stanze della cosiddetta “Casa del principe”, attigua al complesso abbaziale. (a.r.)
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