Cinema, ristoranti e palestre Le regole per poter riaprire

Verso l’aumento (fino al 50%) della capienza per gli spettacoli dal vivo
Si va verso la riapertura di cinema, ristoranti e palestre. Allo studio del Governo, nuovi protocolli di sicurezza che consentano di allentare la morsa delle restrizioni. Non ancora una porta aperta, ma un primo spiraglio, anche se manca ancora una data ufficiale. L’ultima parola spetterà alla cabina di regia, guidata dal presidente del Consiglio, Mario Draghi. Molto dipenderà dalle indicazioni sull’andamento dei contagi da coronavirus che emergeranno dal monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità, atteso per venerdì 16 aprile. Sarà anche preso in considerazione il trend della campagna vaccinale. Prima di dare il via alle riaperture, su questo il Governo è stato chiaro, sarà necessario liberare il più possibile gli ospedali e mettere in sicurezza gli anziani e le persone fragili premendo sulle vaccinazioni.
CABINA DI REGIA
La riunione della cabina di regia non è stata ancora convocata, ma nelle prossime ore il premier Draghi farà il punto con i ministri e i tecnici, per valutare un primo, parziale, allentamento che potrebbe scattare a fine mese. E si profila anche un cambiamento nei protocolli che le attività, già in affanno, saranno chiamate ad applicare, meno rigidi rispetto al passato. In particolare si sta studiando come permettere a cinema, teatri e spettacoli dal vivo, bar e ristoranti, palestre, fiere ed eventi, di ripartire in sicurezza.
PROTOCOLLI DI SICUREZZA
Il Governo ha cominciato a lavorare sui protocolli di sicurezza dei vari settori, a partire dal mondo della cultura e della ristorazione. Il Comitato tecnico scientifico sta vagliando le richieste di musei, cinema, teatri e spettacoli dal vivo, che vogliono tornare a lavorare e puntano a un ampliamento della capienza, finora consentita, da 200 persone a 400 al chiuso e da 400 a mille per le manifestazioni all'aperto. L'ipotesi in campo prevede con il ritorno della zona gialla, esclusa fino al 30 aprile dal decreto legge attualmente in vigore, una riapertura di cinema e teatri non più con una capienza limite del 25%, come indicato nel protocollo precedente, ma del 50%. Si passerebbe da un limite massimo di 200 spettatori al chiuso a 500, e da 400 a 1.000 all’aperto. Perde, invece, forza la possibilità di introdurre il tampone obbligatorio prima di mettere piede al cinema o al teatro: soluzione che potrebbe essere adottata in caso di concerti, maxi eventi e manifestazioni con un pubblico più ampio. Per i musei, l’ipotesi è quella di riaperture sulla base di visite a tempo e percorsi obbligatori.
RISTORANTI APERTI A PRANZO
L'altro settore "caldo" è quello della ristorazione, con la Federazione pubblici esercizi (Fipe) che incontrerà il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, per sottoporgli il protocollo già presentato a gennaio, che prevedeva ristoranti aperti anche la sera nelle zone gialle e a pranzo in quelle arancioni, con prenotazione obbligatoria e un orario ridotto, fino alle 15. Lo scoglio è rappresentato dal Comitato tecnico scientifico, anche se l'obiettivo è far ripartire almeno i locali con spazi all'aperto e che si trovano in zona gialla per, poi, estendere il provvedimento. A maggio, secondo le previsioni del Governo, con un’accelerazione della campagna vaccinale e la copertura del 75% delle persone over 70, si potrebbe tornare a cenare fuori casa.
COPRIFUOCO A MEZZANOTTE
L'apertura dei locali di sera potrebbe essere agevolata anche da uno slittamento del coprifuoco dalle 22, orario attualmente in vigore, a mezzanotte. I ristoranti potrebbero, dunque, aprire la sera, ma solo se hanno dehors e tavoli all’aperto. Un’ipotesi, quest’ultima, che non soddisfa le attività che non possono contare su tali strutture. La riapertura è caldeggiata dai titolari di ristoranti, bar, gelaterie e pasticcerie anche in virtù degli sforzi già compiuti sul piano della sicurezza, con l'adeguamento delle attività alle regole dei protocolli. Il settore chiede al Governo di prolungare l'esercizio delle attività di ristorazione fino alle ore 23 prevedendo il vincolo di consumo al tavolo e l'accesso al locale entro le ore 21. Inoltre, scatterebbe l'obbligo di prenotazione con la quale fornire una serie di informazioni dei clienti: generalità di chi la effettua, numero delle persone e stato di convivenza.
EVENTI E MANIFESTAZIONI
Per quanto riguarda il comparto eventi, la proposta degli operatori è di prevedere che, in una prima fase, l'apertura riguardi solo le cerimonie civili e religiose, paragonabili al pranzo in ristorante in zona gialla con relativi protocolli, ma con alcune condizioni aggiuntive: informare le autorità competenti almeno sette giorni prima della cerimonia, predisporre l'elenco degli invitati, assicurare il distanziamento di almeno un metro e mezzo tra gli ospiti e vietare l'attività di ballo.
Quello degli eventi è uno dei settori che ha maggiormente risentito dei mesi di chiusura dovuti all'emergenza pandemica. Si punta, infatti, a rimettere in moto anche la macchina dell'organizzazione di matrimoni e cerimonie religiose, che ha subìto un brusco stop.
CINEMA E TEATRI
In alcuni casi, come ad esempio per i cinema e i teatri, una piattaforma di base con le regole da adottare c’è già. Il Dpcm del 2 marzo scorso aveva, infatti, previsto nelle zone gialle, a decorrere dal 27 marzo, la riapertura dei spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, live-club e in altri locali o spazi anche all'aperto. Gli spettacoli sarebbero dovuti "andare in scena" esclusivamente con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che fosse, comunque, assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi. La capienza consentita non poteva essere superiore al 25% di quella massima autorizzata e, comunque, il numero massimo di spettatori non poteva essere superiore a 400 per spettacoli all'aperto e a 200 per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala. Successivamente, dopo la decisione presa nella cabina di regia del 26 marzo, con lo stop del giallo fino al 30 aprile, la riapertura è slittata.
AUMENTARE LA CAPIENZA
Tra le proposte concrete, portate all'attenzione del Governo, per riaprire prima possibile e in sicurezza cinema, teatri, musei ma anche spettacoli all'aperto e show dal vivo, c'è l'aumento della capienza e del numero di spettatori che possono partecipare agli eventi, sia al chiuso che all'aperto. E se non sarà necessario il tampone negativo, tranne per manifestazioni come i concerti live che implicano un pubblico elevato, per accedere agli eventi sarà, comunque, obbligatorio indossare la mascherina Ffp2.
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