Cinghiali, abbattimenti selettivi anche nelle aree protette
Caramanico, Il direttivo del Parco Majella pronto a elaborare un piano che preveda l’utilizzo di metodi di cattura direttamente nelle zone faunistiche per ridurre i danni e la popolazione dei selvatici
CARAMANICO TERME. Controllo delle popolazioni dei cinghiali, riduzione dei danni alle colture e dei pericoli per la pubblica incolumità. I sindaci della comunità del Parco della Majella, il Comune di Caramanico, dove si riscontra il record del 70% dei danni registrati rispetto a tutto il territorio del Parco, e il consiglio direttivo del Parco stesso, producono un nuovo piano di gestione per la regolazione degli ungulati e ordinanze per scongiurare la presenza pericolosa degli animali nei centri abitati.
Il nuovo piano di gestione prevederà, come il precedente, attività di cattura, ma anche la novità che sarà possibile il selecontrollo con abbattimenti programmati anche nelle aree protette del Parco, cosa che fino a oggi, e con la precedente direzione, non è stato mai consentito. A evidenziare la portata della novità introdotta nel provvedimento, è il presidente della comunità del Parco, Alessandro D'Ascanio, sindaco di Roccamorice, il quale spiega come «l'intenso lavoro della comunità, scevro da posizionamenti ideologici ma solo orientato a ottenere una gestione faunistica e del territorio attenta, adattata alle caratteristiche dei luoghi, e soprattutto costante ed efficace, abbia consentito al direttivo del Parco di deliberare la elaborazione di un piano che includa l'impiego dei metodi di cattura e abbattimento selettivo, nelle modalità che i tecnici del Parco vorranno prevedere, e nel rispetto della pubblica sicurezza e della normativa sul benessere animale: è un percorso inedito quello che il Parco intende avviare. Che, se portato avanti senza ulteriori tentennamenti e con il coinvolgimento dei portatori di interesse, creerà anche le opportunità per un equilibrato utilizzo della risorsa faunistica con l'attivazione di una filiera corta delle carni».
Il sindaco di Caramanico Simone Angelucci, invece, primo in Italia, ha firmato un'ordinanza «di rimozione dei cinghiali per la tutela della pubblica incolumità», relativa ai cosiddetti "cinghiali problematici" che frequentano piazze, strade, cortili, giardini pubblici. Cattura, abbattimenti e rimozioni saranno compiti in carico alla direzione del Parco Majella. Angelucci è stato nominato coordinatore di un gruppo di lavoro nazionale Anci, al quale hanno aderito decine di sindaci abruzzesi, piemontesi, liguri, campani e calabresi, nel quale il problema va presentandosi con tali caratteri di criticità.
«Stiamo producendo» afferma Angelucci «un vademecum per i sindaci che, sia all'interno, sia all'esterno delle aree protette, dovessero trovarsi costretti ad agire nel rispetto del dettato normativo, per scongiurare situazioni di rischio per la pubblica incolumità».
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