Cinghiali, il Tar dà lo stop all’abbattimento selettivo

I cacciatori del Vomano e il Salinello vincono il primo round contro la Regione I selecontrollori messi in campo per sparare agli animali devono fermarsi
TERAMO. Selecontrollori a riposo, almeno fino al 19 luglio, nel territorio degli Ambiti territoriali di caccia (Atc) Vomano e Salinello, in provincia di Teramo. Lo ha deciso la sezione dell’Aquila del Tribunale amministrativo regionale, che ha sospeso l’efficacia della delibera con la quale la Giunta regionale, lo scorso aprile, ha autorizzato l’abbattimento selettivo dei cinghiali, fatta eccezione per le aree protette. Nella “guerra” tra cacciatori (che pagano le tasse di concessione annuale) e selecontrollori, dunque, sono gli Atc ad essersi aggiudicati il primo round. Un problema, quello legato alla proliferazione degli esemplari di “suidi”, molto sentito da allevatori e agricoltori, che quotidianamente fanno la conta dei danni arrecati dal passaggio degli ungulati, senza contare gli incidenti stradali, a volte con esiti tragici, che periodicamente si verificano lungo le strade dell’Abruzzo. A presentare il ricorso, con la richiesta di sospensiva, erano stati proprio gli Atc Vomano e Salinello rappresentati dall’avvocato Matteo Flamminj, nelle persone dei rispettivi presidenti, Franco Porrini e Francesco Sabini. Soltanto una settimana fa il Tar si era espresso in senso nettamente contrario sulla questione, negando la sospensiva. Ieri, tuttavia, il presidente della sezione aquilana del Tar, Antonio Amicuzzi, ha esaminato l’istanza di modifica del precedente decreto e ha riscontrato «che l’attuazione del Piano (quello approvato dalla Regione, ndc), viene a tutt’oggi regolarmente eseguita sull’intero territorio regionale, comportando l’abbattimento di numerosi animali, anche se è risultato estremamente difficoltoso ricercare elementi dimostrativi delle dedotte circostanze, essendo stati gli Atc regionali esclusi da ogni previsione del Piano ed esautorati del proprio ruolo istituzionale». Per questo motivo, ritenendo sussistente il danno grave e irreparabile, il presidente Amicuzzi ha sospeso la delibera in attesa della discussione nel merito del ricorso, fissata per il 19 luglio. Gli Atc, che sin dall’inizio avevano espresso dubbi sul piano della Regione, avevano anche provato a fare delle proposte, rimaste lettera morta. «Prima, parziale vittoria», affermano i rappresentanti degli Atc Vomano e Salinello dopo la pubblicazione del decreto, «contro le illiceità messe in atto dalla Regione Abruzzo in merito al piano di contenimento dei cinghiali. Non sono bastate, purtroppo, le sollecitazioni avanzate dai presidenti degli Atc Vomano e Salinello, Franco Porrini e Francesco Sabini, al presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso. La miopia della politica regionale ha costretto gli Atc a presentare un ricorso urgente, per danno irreparabile. Bastava un po' di buon senso da parte della Regione», ha commentato Porrini, secondo il quale i ricorsi si potevano evitare.
«In maniera chiara e dettagliata», ha aggiunto, «abbiamo mostrato a tutti, presidente D'Alfonso compreso, quanti errori conteneva quella delibera. Adesso il ricorso è stato presentato solo per il territorio Teramano, ma mi auguro che la Regione sospenda la delibera sull'intero territorio regionale a salvaguardia anche degli altri Atc. L'Ufficio caccia regionale funziona male e questa ne è l'ennesima dimostrazione. Ci auguriamo che l'assessore Dino Pepe capisca gli errori, altrimenti è preferibile che abbandoni la politica, fosse solo nel recepire i suggerimenti di chi ha maggiore preparazione in materia di lui».
Molto critico anche il presidente dell'Atc Salinello, Francesco Sabini, secondo il quale bisogna estendere il ventaglio delle responsabilità anche ad altri uffici, «a cominciare dalla Polizia Provinciale», ha sottolineato. «Certamente non ci fermeremo alla sentenza del Tar, ma faremo valere in tutti i gradi di giudizio, amministrativo e penale, i controlli sull'operato di chi ha commesso, secondo noi, delle illegittimità. Tra questi soggetti non tralascio, purtroppo, neanche alcuni cacciatori che, sebbene avvisati sui rischi che correvano, hanno preferito approfittare della situazione per esercitare la caccia in maniera non corretta». In questi giorni, a detta degli Atc, «numerose scrofe incinte che sono cadute sotto i colpi delle doppiette dei cacciatori». Di tutto questo gli Atc Vomano e Salinello parleranno durante una conferenza stampa (domani, 3 luglio, alle 11), nella sede dell’Atc Salinello, in via Argentina 26, a Teramo.

