Cinque comuni abruzzesi entrano nel cratere sismico

27 Agosto 2016

Campotosto, Capitignano, Montereale, Rocca Santa Maria e Valle Castellana inseriti nell’elenco dei centri più colpiti. I sindaci: «Ora pratiche più veloci»

L’AQUILA. L’Abruzzo entra ufficialmente nel cratere sismico del terremoto. Cinque comuni, tre della provincia dell’Aquila e due del Teramano, sono stati inseriti dal Consiglio dei ministri nella rosa del nuovo cratere sismico di 11 centri tra Marche, Lazio e Umbria. Gravi i danni che hanno riportato strutture ed edifici (vedi tabella a sinistra).

I tre comuni aquilani sono Campotosto, Capitignano e Montereale. Quelli della provincia di Teramo sono Rocca Santa Maria e Valle Castellana. Qui si ricomincia dall’emergenza, dalla precarietà, dalla sospensione delle tasse e dei mutui, dalle norme da riscrivere in termini di messa in sicurezza e di ricostruzione. La ricostruzione, finora andata avanti secondo le direttive della macchina organizzativa del cratere sismico tanto faticosamente avviata, si sta già fermando. Si resta in attesa di capire che cosa fare. Tecnici e istituzioni non sanno bene come comportarsi in questo momento. «Probabilmente la normativa verrà cambiata», spiega un geometra locale, Luigino Patrizi.

Gli interventi fatti finora a Montereale, circa 400, hanno dato buoni risultati, con edifici ad esempio rafforzati con tiranti e cordoli d’acciaio che hanno svolto la loro funzione proteggendo gli edifici rafforzati. Molti i tecnici che a Montereale hanno deciso di fermare per il momento gli interventi in attesa di chiarimenti da parte del governo, al quale si chiede che non vengano fatti soltanto adeguamenti strutturali, ma che si vada a vedere in profondità la vulnerabilità degli edifici in piedi, che con la scossa violenta non hanno la capacità di resistere, edifici costruiti per lo più, in tanti borghi, con malta di terra e pietre, spesso trappole mortali.

Probabilmente per coloro che sono già intervenuti sui propri edifici e hanno subìto altri danni con la scossa tremenda di mercoledì, ci saranno i soldi necessari per intervenire di nuovo (c’è da chiedersi, in tal caso, se sia giusto o meno che lo Stato paghi due volte per gli stessi interventi). Invece per coloro che ancora dovevano fare i lavori le cose non cambieranno, a meno che con questo terremoto non venga cambiato l’esito del danno.

C’è da vedere anche se il sistema stesso per la valutazione dell’inagibilità resterà lo stesso. E poi: il decreto sul sismaconterrà ancora il nesso di casualità con il sisma?

I comuni teramani di Valle Castellana e Rocca Santa Maria sono separati dalla zona dell’epicentro zolo dai monti della Laga.

Valle Castellana (mille abitanti circa) è il comune che ha subito più danni. Il bilancio provvisorio conta già 30 edifici danneggiati e 15 con crolli; 20 sono stati dichiarati inagibili e 35 sono gli sfollati (20 residenti e 15 non residenti) sistemati nelle tende. La frazioni più colpite sono Fornisco e Morrice. Le chiese hanno riportato danni gravi: quella del capoluogo e di Ceraso erano già inagibili dal 2009, le altre sono state dichiarate inagibili e chiuse. «Mi auguro che ci sia una velocizzazione delle pratiche per consentire una ricostruzione in tempi accettabili», dichiara Vincenzo Esposito, sindaco di Valle Castellana.

A Rocca Santa Maria (600 abitanti circa) molte abitazioni hanno subito lesioni non strutturali e alcune sono state dichiarate inagibili e sgomberate. Cinque chiese sono state lesionate, tre con lesioni strutturali e gravi. Crollati i muri dei cimiteri. La scuola elementare ha una piccola lesione da verificare. «Negli ultimi due anni ci stavamo riprendendo dal sisma dell'Aquila, ora dobbiamo riziare tutto da capo», commenta il sindaco Lino Di Giuseppe.

Adele Di Feliciantonio

Marianna Gianforte

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