Ciofani scrive a D’Alfonso: a Pescara il Dipartimento emergenza accettazione

«Gentile presidente,starà seguendo il serrato dibattito sulla localizzazione del Dipartimento emergenza accettazione (Dea) destinato all’area Pescara-Chieti. In molti abbiamo notato che non ha...
«Gentile presidente,
starà seguendo il serrato dibattito sulla localizzazione del Dipartimento emergenza accettazione (Dea) destinato all’area Pescara-Chieti. In molti abbiamo notato che non ha espresso alcuna valutazione sul tema, ma la deliberazione regionale 271/2017, che divide sui 2 ospedali il Dea, ha ricevuto a novembre parere negativo dai ministeri Salute ed Economia. Errare humanum est, perseverare diabolicum». Comincia così la lettera indirizzata al governatore Luciano D’Alfonso da Antonio Ciofani (foto), portavoce della Consulta clinica di Pescara, e Fiorella Cesaroni, delegata dell’Associazione tutela malati. Che aggiungono:
«La Consulta clinica nata ad hoc e il mondo delle associazioni dell’utenza del servizio sanitario regionale già da qualche anno stanno però spiegando quanto sia sbagliato e dannoso distribuire su più ospedali le prime azioni cliniche sui malati gravi. Il Dea è infatti un insieme di unità che deve agire in modo sincrono e nello stesso luogo fisico. D’altronde, il decreto di riordino della rete ospedaliera da lei emesso, il 79/2016, ha correttamente destinato il Dea di 2° Livello alla struttura dotata del maggior numero di Hub tempo dipendenti, che è l’ospedale di Pescara, come sancito dalla commissione ad hoc istituita dalla Giunta da lei presieduta. E poi che cosa è successo? Si possono dividere uffici o assessorati, ma non una struttura salvavita».
starà seguendo il serrato dibattito sulla localizzazione del Dipartimento emergenza accettazione (Dea) destinato all’area Pescara-Chieti. In molti abbiamo notato che non ha espresso alcuna valutazione sul tema, ma la deliberazione regionale 271/2017, che divide sui 2 ospedali il Dea, ha ricevuto a novembre parere negativo dai ministeri Salute ed Economia. Errare humanum est, perseverare diabolicum». Comincia così la lettera indirizzata al governatore Luciano D’Alfonso da Antonio Ciofani (foto), portavoce della Consulta clinica di Pescara, e Fiorella Cesaroni, delegata dell’Associazione tutela malati. Che aggiungono:
«La Consulta clinica nata ad hoc e il mondo delle associazioni dell’utenza del servizio sanitario regionale già da qualche anno stanno però spiegando quanto sia sbagliato e dannoso distribuire su più ospedali le prime azioni cliniche sui malati gravi. Il Dea è infatti un insieme di unità che deve agire in modo sincrono e nello stesso luogo fisico. D’altronde, il decreto di riordino della rete ospedaliera da lei emesso, il 79/2016, ha correttamente destinato il Dea di 2° Livello alla struttura dotata del maggior numero di Hub tempo dipendenti, che è l’ospedale di Pescara, come sancito dalla commissione ad hoc istituita dalla Giunta da lei presieduta. E poi che cosa è successo? Si possono dividere uffici o assessorati, ma non una struttura salvavita».

