Cir, primo sì dell’azienda alla cassa integrazione

17 Dicembre 2014

Tocco, il dirigente rassicura gli operai: troveremo una soluzione prima di Natale Rientra la protesta dei dipendenti, ma il sindacato va comunque dal prefetto

TOCCO DA CASAURIA. Una settimana di intensa mobilitazione alla Compagnia italiana rimorchi (Cir) di contrada Ceppeto a causa del rischio della mancata erogazione dell'assegno di cassa integrazione prima del Natale.

A fronte della protesta dei lavoratori con assemblee, richieste di incontri istituzionali alle autorità e avvisaglie di manifestazioni eclatanti davanti ai cancelli della fabbrica e sotto il palazzo della prefettura a Pescara, parallelo è stato l’impegno dei vertici aziendali per cercare di superare gli impedimenti di carattere burocratico normativo che avrebbero impedito all'istituto di credito del Monte dei Paschi di Siena di anticipare la somma necessaria per i circa 150 lavoratori sotto ammortizzatori sociali.

«In merito al programma di anticipazione sociale messo in atto dai vari istituti di credito», spiega Alfonso Orfanelli, dirigente responsabile delle risorse umane, relazioni industriali & esterne della Cir, «c’è da sottolineare che la procedura di concordato preventivo impone il rispetto di regole e condizioni a fronte delle quali l'azienda non può derogare; tra queste, l’avallo di ogni forma di garanzia a tutela di importi anticipati dalle banche ai lavoratori. Per fornire tali garanzie», prosegue il manager, «si entra, inevitabilmente, nell’ambito di operazioni di carattere straordinario, sottoposte di fatto alle autorizzazioni degli organi competenti e da gestire compatibilmente con il piano concordatario. Di fronte a tali presupposti viene meno il carattere di anticipazione sociale passando a una procedura di affidamento tra banche e lavoratori/clienti. Ciò nonostante, grazie all'intervento diretto dell'azienda e del personale del Monte dei Paschi», prosegue Orfanelli, «è in via di definizione una soluzione che permetterà, in tempi brevissimi, di superare la situazione di blocco che si è venuta a creare a fronte di un programma di anticipazione sociale non attuabile nelle forme e modalità utilizzate in passato. Nel momento in cui tale soluzione avrà il carattere di ufficialità, si procederà al più presto alle anticipazioni del caso».

Secondo Orfanelli, già nei prossimi giorni, dunque sicuramente prima di Natale, ogni ostacolo potrebbe essere rimosso e i lavoratori potrebbero entrare in possesso del loro primo anticipo di Cig. Si tratterebbe di importi di circa 600 euro mensili da erogare fino a luglio 2015. Del problema è stato informato anche il sindaco Luciano Lattanzio, incontrato ieri da Orfanelli, al quale i lavoratori e le parti sociali si erano rivolti in questi giorni per avere un appoggio alla loro vertenza. Intanto, ieri, il sindacalista della Fiom Cgil Gino Marinucci ha depositato la richiesta per un incontro urgentissimo con il prefetto Vincenzo D'Antuono, al quale sono stati convocati anche il commissario giudiziale del tribunale di Verona Roberto Maria Ruffini, l'azienda, il Monte dei Paschi e il vice presidente della Regione Giovanni Lolli. Le maestranze avevano anche annunciato eclatanti manifestazioni in prefettura e il blocco della Tiburtina a Tocco: «Non vogliamo passare un Natale senza un euro», hanno scritto nei pannelli dimostrativi già preparati per l'occorrenza. La notizia di un possibile accordo fra azienda ed istituto bancario erogatore, potrebbe azzerare ogni impegno e riportare gli animi alla tranquillità.

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