Cir, via ai licenziamenti lasciano gli ultimi 10

TOCCO DA CASAURIA. Ultimo atto che sancisce il declino della Compagnia italiana rimorchi (Cir) con la consegna ieri, da parte del consulente della società Marco Paone, di 80 lettere di licenziamento...
TOCCO DA CASAURIA. Ultimo atto che sancisce il declino della Compagnia italiana rimorchi (Cir) con la consegna ieri, da parte del consulente della società Marco Paone, di 80 lettere di licenziamento ad altrettanti lavoratori. Il passo si è dovuto compiere anche per aggirare la legge Fornero che avrebbe impedito ai licenziati di accedere a tre anni di mobilità, se avessero ricevuto le comunicazioni già a gennaio 2016. Al momento in Cir sono rimaste solo 10 maestranze che usciranno entro il 30 gennaio. Insomma, tempo ancora poco più di un mese, e un altro colosso della metalmeccanica italiana chiude definitivamente le porte.
Se ne dolgono amaramente i rappresentanti sindacali della Fiom Cgil, Gino Marinucci e Luciano Berardi della Rsu, che fino a ieri hanno seguito la vertenza nelle sedi istituzionali. «Ora il nostro lavoro è indirizzato soprattutto verso la Regione Abruzzo», afferma Marinucci, «per capire se in realtà ci sono altre possibilità che questa fabbrica possa riprendere il lavoro con un altro marchio. È da tempo che girano voci di un possibile nuovo investitore interessato alla alta tecnologia della Cir, ma nessuno finora lo ha dato per certo. Ci interessa conoscere», va avanti il sindacalista, «anche il piano industriale per il 2016 della Italiana rimorchi (Ir) acquistata dai polacchi della Wielton, poiché crediamo che possano riprendere parte dei lavoratori licenziati. Per questo abbiamo bisogno di appoggio istituzionale che qui è completamente mancato. Ci dicano i nostri amministratori cosa intendano fare».
Marinucci ricorda che solo il vicepresidente della Regione Giovanni Lolli ha cercato di mediare le istanze fra lavoratori e azienda e che il caso è stato abbandonato perfino dalle altre sigle sindacali.
Walter Teti
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