Cittadinanza a Segre Savini (Lega) contesta

PENNE. «Se fossi stato presente in consiglio comunale mi sarei astenuto. Ho una profonda stima della Segre, ma sulla questione della cittadinanza sembra un’iniziativa copia e incolla della sinistra...
PENNE. «Se fossi stato presente in consiglio comunale mi sarei astenuto. Ho una profonda stima della Segre, ma sulla questione della cittadinanza sembra un’iniziativa copia e incolla della sinistra portata avanti anche in altre città»: è quanto spiega il consigliere pennese della Lega, Camillo Savini, dopo il conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre.
Savini, come gli altri membri dell’assemblea cittadina Paola Duttilo e Gianni Della Valle del M5S, e Tania Marrone del gruppo di maggioranza Penne Viva, non ha preso parte al consiglio comunale di lunedì mattina per motivi lavorativi, ma ha voluto comunque dire la sua sulla vicenda: «Rispetto il 27 gennaio come grave avvenimento storico, ma dalla sinistra non c’è mai un riferimento ai milioni di morti provocati dal comunismo. Spero», continua il consigliere Savini, «che il Comune di Penne ricordi e intitoli una via anche a Mafalda di Savoia, morta nel campo di concentramento di Buchenwald. Il Giorno della memoria del 27 gennaio è già ricordato con una legge nazionale, ma si dovrebbe avere la forza di ricordare i milioni di morti provocati dal comunismo. La cittadinanza alla Segre», conclude il consigliere di maggioranza, «la vedo come una forma di strumentalizzazione usata dai vari gruppi della sinistra italiana».(f.bel.)
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