«Cittadini a rischio se le polveri sono alte»

Bai, presidente dell’Associazione medici per l’ambiente: il Comune intervenga limitando il traffico
PESCARA. «Ogni 10 microgrammi in più di polveri sottili fanno aumentare il rischio di mortalità del 5 per cento nella popolazione». Edoardo Bai, presidente dell’associazione dei medici dell’ambiente (Isde) che studiano gli effetti dell’inquinamento sull’uomo, non usa mezzi termini per spiegare cosa accade quando si registrano concentrazioni molto alte nell’aria delle famigerate polveri sottili.
Dottore, sono così pericolose le polveri?
«Il rischio è concreto, lo dicono i numerosi studi condotti anche dall’Istituto superiore di sanità. È dimostrato che con le concentrazioni molto alte di Pm10 e Pm2,5 (polveri con diametro fino a 10 o 2,5 micron, ndr) aumentano i ricoveri negli ospedali e la mortalità nella popolazione. Ci sono le prove che c’è una correlazione tra l’aumento dello smog e alcune malattie. Studi epidemiologici confermati anche da analisi cliniche e tossicologiche hanno dimostrato come l’inquinamento atmosferico abbia un impatto sanitario notevole. Quanto è più alta la concentrazione di polveri fini nell’aria, tanto maggiore è l’effetto sulla salute della popolazione».
A Pescara, venerdì scorso sono stati raggiunti i 77 microgrammi di Pm10, un record.
«I 77 microgrammi non solo un livello altissimo. Ma valori così, se dovessero essere registrati per più giorni, possono mettere a rischio la popolazione. In pratica, gli effetti sulla salute dipendono da un’esposizione prolungata ad alte concentrazioni di polveri sottili e possono determinare sintomi respiratori. Strano che Pescara abbia valori così elevati come Milano, essendo una città medio-piccola».
Ma che cosa si può fare per ridurre lo smog così alto?
«Il Comune dovrebbe intervenire con misure concrete. Ad esempio, limitando il traffico. Ma non solo per pochi giorni, perché non servirebbe a nulla. Servono interventi più incisivi con una durata più lunga. Sarebbe necessario un piano traffico che preveda una riduzione delle auto in circolazione e un incremento dei mezzi pubblici».
Finora il Comune non è intervenuto, perché la legge impone agli enti locali di adottare misure solo dopo 35 superamenti dei limiti nell’arco di un anno solare.
«Sarebbe bene, invece, intervenire subito e adottare delle misure di riduzione del traffico. Milano lo ha fatto proprio in questi giorni limitando la circolazione in un’ampia area della città». (a.ben.)
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