Cittadini e commercianti insieme per rilancio di Porta Nuova

23 Novembre 2018

PESCARA. Per ora è un gruppo Facebook. Ma nei prossimi giorni, cioè domenica 2 dicembre, avverrà il passaggio dal mondo virtuale a quello reale. Cittadini, commercianti, artigiani della zona si...

PESCARA. Per ora è un gruppo Facebook. Ma nei prossimi giorni, cioè domenica 2 dicembre, avverrà il passaggio dal mondo virtuale a quello reale. Cittadini, commercianti, artigiani della zona si incontreranno alle 17 al circolo Porta Nuova di via dei Marsi 7/13 per la prima assemblea popolare del gruppo “Pescara Portanuova che verrà”. E insieme discuteranno di come va aiutata questa porzione di città, per farla rinascere.
«Non è una iniziativa politica», dice subito Lorenzo Verrocchio, promotore di questa nuova realtà. Ma c’è l’intenzione di dialogare con la politica perché durante l’incontro sarà «stilato un elenco di una quindicina di voci da sottoporre all’attenzione di chi vuole governare la città». L’idea di creare questa alleanza nasce da una presa d’atto sulle condizioni di Porta Nuova. «Avvertiamo un problema di sicurezza, anche per la presenza di accattoni, senzatetto e prostitute. E non aiuta il fatto che ci siano negozi aperti 24 ore al giorno». Il peso della crisi si sente in maniera fortissima, con tante chiusure e affari in calo, e «si avverte sempre di più la differenza tra il centro e Porta Nuova», prosegue Verrocchio.
«Abbiamo assistito alla desertificazione di via d’Annunzio, con la chiusura del 70% delle attività. Per le iniziative di Natale non c’è nulla che riguardi questa zona, a parte le Luci di artista che interesseranno solo il 5 per cento di Porta Nuova. Il mercato è morente, per Pescara Vecchia si potrebbe fare molto di più. E mi chiedo che fine abbia fatto il distretto della cultura. Notiamo che non ci sono progetti che interessino quest’area, per le opere pubbliche e gli eventi. Porta Nuova ha perso la sua identità e sta diventando una periferia come altre periferie della città». Questo accade, sostiene, perché c’è una «scarsa attenzione per la zona e il “palazzo” non si è speso più di tanto, né con l’amministrazione attuale né con quella precedente». Ora, puntando al «rilancio», si è pensato di «stendere un elenco di priorità». Si immagina una specie di «contratto per Porta Nuova», sulla scia del contratto di governo a livello nazionale, e per avviare questo percorso è stato organizzato l’incontro del 2 dicembre.
«Se ci impegna, qualcosa si può fare. Di certo non si ottengono risultati se si sta con le mani in mano e ci si limita a lamentarsi soltanto», osserva Vincenzo Di Giambattista, un parrucchiere di via Benedetto Croce che è attento a ciò che accade a Porta Nuova, tanto che anni fa si è battuto per «l’abbattimento di un palazzo in via dei Marsi», riuscendo nel suo scopo. «Qui viviamo il problema degli allagamenti in caso di pioggia, nonostante i lavori eseguiti. E a livello commerciale qui non vengono promosse grandi cose, fatta eccezione per il porto turistico». Di Giambattista crede che potrebbero e dovrebbero attivarsi gli stessi commercianti, «invogliando i residenti a spendere in questo quartiere, magari con degli sconti. Il centro commerciale si può realizzare anche qui, ma serve la volontà degli esercenti». E Di Giambattista è «ottimista. Qualcosa si può fare, possiamo smuovere le acque».