Città controllata da 75 super telecamere

3 Gennaio 2019

In arrivo i nuovi impianti per la sorveglianza delle zone critiche. Stanziati 500mila euro, niente contributi dal ministero

PESCARA. Saranno in tutto 75 e non più 166 le nuove telecamere che verranno installate a Pescara per garantire la sicurezza e contrastare i fenomeni di criminalità, inciviltà e degrado. Il progetto, presentato dal Comune un anno fa insieme agli enti di Spoltore, Montesilvano e Città Sant’Angelo per partecipare al bando del ministero dell’Interno, è stato fortemente ridimensionato, perché non è rientrato tra quelli ammessi ai contributi statali.
Così, l’amministrazione del capoluogo adriatico ha deciso di ricorrere al fai-da-te e, tenendo conto dei solleciti partiti dalla prefettura e dalla questura per spronare il Comune ad ammodernare i vecchi impianti, ha presentato un nuovo piano di poche pagine, chiamato Sistema di videosorveglianza città di Pescara, con meno zone da controllare e uno stanziamento di quasi 500.000 euro, 495.117 per la precisione, per i lavori. L’intera operazione è coordinata dall’assessore alla polizia urbana Gianni Teodoro.
I SITI DA MONITORARE. Sono in tutto 12 le zone interessate dall’installazione delle nuove telecamere. Si tratta di punti critici, in alcuni casi molto frequentati, in altri dove si sono registrati in passato episodi di illegalità e criminalità.
Così, 8 impianti verranno posizionati intorno al museo Colonna, sulla riviera nord e nelle strade limitrofe; altri 8, in piazza Primo maggio; 6, in piazza IV novembre; 3, nella piazza dove si trova la chiesa di San Gabriele dell’addolorata, nel quartiere di San Donato; 7, in piazza San Giuseppe.
E ancora: 10 telecamere, in piazza Salotto; 9, nella zona dell’Aurum e nelle strade limitrofe; 8, in piazza Santa Caterina; 6, intorno al mercato coperto di piazza Muzii e strade limitrofe; 4, in via Lago di Capestrano; 2, in via Michelangelo; 4, in via Einaudi.
Saranno impianti di nuovissima generazione in grado di trasmettere e registrare immagini 24 ore su 24 ad alta definizione.
LA CENTRALE OPERATIVA. Il vecchio progetto, presentato per la partecipazione al bando del ministero, prevedeva la realizzazione di una centrale operativa per la gestione delle immagini all’interno del fabbricato dell’ex Omni, di via del Circuito. Questa scelta, anche se non viene indicata nel nuovo piano, dovrebbe essere comunque confermata.
In qualunque caso, si prevede la realizzazione di una postazione di controllo, denominata «control room», con quattro schermi lcd da 55 pollici gestita da operatori adibiti al monitoraggio delle immagini. La centrale sarà dotata, inoltre, di un altro schermo da 32 pollici per la gestione del sistema software di videosorveglianza e per le ricerche di eventi. Il sistema, chiamato Vms (Video management software) utilizzerà dei server in grado di memorizzare le immagini di tutte le telecamere presenti in città.
Questo sistema sarà dotato anche di video analisi intelligente con la gestione di eventuali eventi di allarme.
Sarà necessario, quindi, l’installazione dei cosiddetti armadi stradali per dotati di energia elettrica e switch per la connessione delle telecamere di nuova installazione.
LE VECCHIE TELECAMERE. I nuovi impianti, almeno in teoria, dovrebbero affiancare le vecchie telecamere già presenti in città. Telecamere che in più di un’occasione, in passato, si sono rivelate inutili a causa delle immagini registrate poco chiare o, addirittura, perché non funzionanti. Per questo, prefettura e questura hanno richiesto l’ammodernamento degli impianti ormai obsoleti. L’obiettivo è chiaro. «L’installazione di diversi sistemi», spiegano fonti del Comune, «è avvenuta nell’arco temporale di circa un decennio e, per tale ragione, negli impianti più datati la qualità di registrazione risulta essere scadente e non efficace ai fini dell’attività di investigazione».
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