Città della cultura, un milione all’Aquila

16 Marzo 2024

Dal maxi finanziamento del Ministero ai fondi annunciati da Marsilio: «Sarà la prima legge del nuovo Consiglio regionale»

L'AQUILA . Un milione di euro per L'Aquila capitale italiana della cultura 2026. È la cifra che arriverà dal ministero della Cultura per dare corpo al dossier presentato per la candidatura, valorizzando i caratteri originali e i fattori che determinano lo sviluppo culturale del territorio. Un motore di crescita per l'intero Abruzzo. Ai fondi del governo si aggiungerà il contributo della Regione sul quale il presidente appena rieletto, Marco Marsilio, ha messo subito un sigillo: «Il primo atto del Consiglio regionale che si insedierà nelle prossime settimane», ha detto Marsilio, «sarà quello di mettere in bilancio le risorse necessarie per arricchire la proposta culturale, di spettacolo e del cartellone dell'anno dedicato alla Capitale della cultura». Oltre cento gli eventi in programma per il 2026 nell'ambito di "L'Aquila città multiverso" tra concerti, workshop, spettacoli in un dialogo costante con il territorio e con l'Abruzzo.
IN ARRIVO 1 MILIONE DI EURO
Come da bando, L'Aquila riceverà un milione di euro dal ministero della Cultura per valorizzare e promuovere i progetti ideati, che ricalcano il dossier che ha portato alla vittoria: il documento, curato da Alessandro Crociata, professore ordinario di Economia applicata nel Dipartimento di Scienze filosofiche dell'Università 'D'Annunziò Chieti Pescara, si fonda su quattro grandi filoni: salute pubblica e benessere, coesione sociale, creatività e innovazione, sostenibilità socio-ambientale.
«L'intero dossier punta a promuovere un modello di sviluppo delle aree interne per mettere in luce una città che dialoga con il territorio», ha dichiarato Crociata, «l'obiettivo non è di fare una produzione culturale esclusivamente sull'Aquila, ma di distribuirla sul territorio dal momento che alcuni progetti nasceranno in città e poi verranno portati nelle aree interne, per percorsi di formazione». Gli eventi faranno emergere un ampio spaccato della cultura con imprenditori, artisti, rappresentazioni teatrali, convegni, concerti e spettacoli.
Istituto nel 2014, il riconoscimento di Capitale italiana della cultura è stato detenuto nel 2015 dalle città di Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena, da Mantova (2016), Pistoia (2017), Palermo (2018), Matera (2019) Parma per il 2020, esteso anche al 2021 a causa della pandemia, e Procida (2022), anno in cui si era candidata per la prima volta anche L'Aquila. Il titolo è stato assegnato per il 2023 a Bergamo e Brescia e per quest'anno a Pesaro (2024), mentre nel 2025 sarà la volta di Agrigento e nel 2026 dell'Aquila, appena designata.
FONDI DALLA REGIONE
«Il dossier presentato dalla città dell'Aquila, con gli esperti di alto profilo scelti e con il sostegno di tutte le istituzioni culturali e scientifiche e della città di Rieti», ha spiegato Marsilio, «ha sottolineato con forza quello che L'Aquila e l'Abruzzo possono rappresentare da qui a tutto il 2026: il grande tema delle città degli Appennini centrali. La dorsale montuosa che è storia e identità della nostra Italia e che si è andata, per le ragioni più varie, spopolando. Attraverso la cultura sotto varie forme, scientifica, della ricerca, spirituale, i territori possono rinascere».
Un'occasione arriverà già con il Giubileo del 2025 per fare in modo «che la Perdonanza venga unita al Giubileo per una reciproca collaborazione e crescita», ha aggiunto Marsilio, «il 2025 sarà l'avvicinamento all'anno in cui come Capitale italiana della cultura i riflettori saranno puntati sull'Aquila. La Regione Abruzzo ha già, con il Consiglio regionale, all'unanimità, sostenuto la candidatura e il dossier arricchito dall'atto di indirizzo. Il prossimo passo, come da impegni presi, sarà quello che farà il nuovo Consiglio per finanziare L'Aquila capitale della cultura».
UN ANNO DI EVENTI
Non solo la Perdonanza Celestiniana, il festival del jazz e i Cantieri dell'immaginario, solo per citare alcuni dei pilastri della stagione culturale aquilana. L'Aquila Città Multiverso presenterà un ventaglio di proposte «per sviluppare un progetto di welfare culturale che coinvolga le istituzioni culturali cittadine, il tessuto dell’associazionismo e i professionisti culturali locali, anche in collaborazione con altre realtà italiane e internazionali già operanti nel campo, per far diventare la cultura una risorsa sociale per la salute e il benessere». Ci sono, poi, i temi del dialogo interculturale, dell’accoglienza, della riqualificazione professionale di chi non ha un lavoro e la ri-motivazione dei Neet, i ragazzi che non lavorano, non studiano e non cercano nemmeno un’occupazione. Creatività e innovazione è l’asse che ha a che fare con lo sviluppo di nuove forme di imprenditorialità creativa. Sostenibilità socio-ambientale invece è l’asse su cui poggia il tema del cambiamento climatico che riguarda soprattutto il cambiamento dei comportamenti legati alle nuove sfide ambientali.
I progetti che compongono il programma sono il risultato delle proposte presentate dal tessuto istituzionale e associativo territoriale, grazie al dialogo che si è creato attorno al percorso di candidatura e al processo di co-creazione per l’elaborazione del dossier.
Pierluigi Sacco, coordinatore scientifico del dossier di candidatura dell'Aquila, ha messo in luce «la forte stereotipizzazione dell'Abruzzo: quando si parla della regione si tende ad associarla ad alcune categorie. L'idea stessa della "città multiverso", che contiene dentro di sé tante città, è un modo per invitare l'opinione pubblica dell'Italia a capire che L'Aquila e le aree interne sono tra i laboratori di innovazione sociale più importanti d'Europa. Siamo già internazionali, e vogliamo fare dell'Aquila non tanto una bella vetrina di eventi, come accaduto in passato per tante capitali della cultura che sono state belle vetrine, ma alla fine hanno lasciato molto poco. Noi vogliamo fare molto di più creando un vero e proprio metodo per trasformare le aree interne abruzzesi nel laboratorio di innovazione sociale del nostro Paese. E che questo parta dall'Aquila, capitale italiana ideale delle aree interne italiane», ha concluso Sacco, «è un fatto di grande giustizia poetica».
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