«Città devastata, è difficile intervenire»

Raffaele Panichella ha aspettato «questo incontro più di ogni altro, perché finalmente parliamo la stessa lingua». Architetto di professione, sottolinea che al primo punto del programma pentastellato...
Raffaele Panichella ha aspettato «questo incontro più di ogni altro, perché finalmente parliamo la stessa lingua». Architetto di professione, sottolinea che al primo punto del programma pentastellato c'è la Nuova Pescara: «Abbiamo già perso delle occasioni. Non facendo subito la nuova città, si è impedito anche a Pescara di uscire dalla situazione di predissesto». Il referendum? Per Panichella è stato un plebiscito perché «i cittadini hanno capito che se vogliamo andare in una direzione migliore è necessario fondersi, sfruttare le economie di scala e intercettare i finanziamenti». Per risolvere i problemi di una città che «è cresciuta in maniera disordinata, senza un piano regolatore adeguato» non si può prescindere dal «proiettarla nel futuro e da una visione unitaria che non si può più derogare. Ho sentito parlare di piano urbano del traffico, ma è più importante pensare alla mobilità sostenibile. Si guarda troppo al passato, Montesilvano è il contrario della pianificazione urbanistica: come se gli architetti non esistessero. Le regole le hanno dettate i costruttori, altrimenti non si spiegano aumenti di cubatura ingiustificati, strade senza marciapiedi, palazzi ammassati in riva al mare. È veramente triste doverlo riconoscere perché in una città così devastata, è difficile intervenire. Si parla di turismo come se fosse un'identità, ma il turismo è una potenzialità: diamo una identità e poi sfruttiamo le potenzialità». Sul Prg: «Si dice che lo si vuole rifare, ma più volte in Consiglio le proposte dei consiglieri 5 stelle sono state ignorate». (p.d.s.)

