Città Sant’Angelo fa il pieno di visitatori Ma niente soggiorni

Il sindaco: «È stato un turismo mordi e fuggi, ma bene così Siamo già al lavoro per i grandi eventi della prossima estate»
CITTÀ SANT’ANGELO. Non ci sarà stato il boom dell’effetto Forbes, con il borgo preso d’assalto nell’estate successiva alla pubblicazione dell’articolo che inseriva Città Sant’Angelo tra posti migliori al mondo dove vivere, ma anche nell’estate segnata dal coronavirus la cittadina angolana è riuscita a richiamare l’attenzione di tanti turisti, che nei mesi estivi hanno affollato le vie del centro storico e non solo.
Da giugno in poi, con la riapertura dei confini e l’allentamento delle misure per contrastare la proliferazione del virus, sono stati tanti i visitatori provenienti prima dalla regione, poi dal resto del Paese e infine anche qualcuno in arrivo dall’estero, specie dal Nord Europa. «Siamo assolutamente soddisfatti di com’è andata la stagione turistica», analizza il primo cittadino angolano Matteo Perazzetti. «Già nei mesi di giugno e luglio abbiamo registrato un forte movimento, fatto per lo più di turisti di prossimità. Persone che venivano per passare una giornata nel nostro centro, ma anche tanti pullman in arrivo dalle regioni vicine. Rispetto agli anni scorsi è stato più un turismo mordi e fuggi che un soggiorno. Persone che arrivavano alla mattina e ripartivano alla sera, ma anche altre che decidevano di inserire Città Sant’Angelo all’interno di un insieme di luoghi da visitare. Ad agosto, poi, abbiamo registrato un vero e proprio boom, con l’info point sempre pieno e le visite guidate sold-out fino a fine mese. E anche adesso, a settembre, contiamo di continuare a ricevere visite».
Un turismo che oltre a riportare vitalità e movimento in un centro paralizzato dal Covid, ha anche offerto ai tanti locali, ristoranti e anche ai commercianti, la possibilità di lavorare: «Chi fa ristorazione senza dubbio è riuscito a trarre beneficio dalle tante presenze avute sul territorio. Penso ai ristoranti e agli agriturismi, che da quello che mi dicono sono riusciti a lavorare piuttosto bene. Il rovescio della medaglia, invece, è rappresentato dalle strutture ricettive come alberghi e B&b. In questo caso, con la maggior parte dei visitatori “giornalieri”, le possibilità si sono ridotte rispetto al passato. Adesso l’augurio è quello che andando avanti si possa tornare sempre più alla normalità, in modo da ripristinare le classiche abitudini». Tra queste, ci sono anche quelle dei diversi turisti che ogni anno arrivavano dall’estero, come dall’Inghilterra, dall’Olanda, dal Belgio, dalla Francia, quest’anno quasi scomparsi a causa dei restringimenti sui collegamenti aerei: «Qualcuno si è visto», spiega Perazzetti, «ma la fetta più grande è stata rappresentata dagli italiani, molti provenienti dal Nord. C’è stato qualche vacanziero inglese, così anche come alcuni francesi. Negli anni scorsi in diversi hanno acquistato terre e cascine nelle nostre campagne e magari, con la scusa, ne hanno approfittato per farci visita». Sono mancate le grandi manifestazioni, come le canoniche sagre e le feste, ma su questo l'amministrazione guarda già al futuro: «Lavoriamo per riproporre tutto il nostro programma già dal prossimo anno», chiosa Perazzetti.
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