Civitarese difende il piano per l’ex stazione

Il candidato sindaco: «Gli altri attaccano il mio progetto per l’area di risulta e non indicano alternative»
PESCARA. «L’altra sera, nel primo confronto tra i candidati sindaci su Rete8 se ne sono sentite di tutti i colori su come affrontare il problema delle aree di risulta». A parlare così è il candidato sindaco di Coalizione civica per Pescara Stefano Civitarese Matteucci, ex assessore all’urbanistica e promotore del progetto del Comune per le aree di risulta che il consiglio non è riuscito ad approvare prima della fine della consiliatura.
«C’è chi, come Carlo Costantini, dice che si possono lasciare parcheggi a raso, oppure no, e poi realizzare un palarock, ma non è poi così innamorato di quest’idea», afferma Civitarese, «altri, parlando di un parco, rimangono ancora più sul vago, promettendo (tanto non costa nulla) finanziamenti faraonici non si sa bene provenienti da dove. Altri ancora, come Erika Alessandrini, preferiscono glissare sul punto rivendicando di essere riusciti a sventare “con il contributo di 5.000 cittadini” la realizzazione del solo progetto in grado di dare finalmente alla città il parco centrale che merita. Una forza politica che dice di puntare alla trasparenza e all’efficienza non dovrebbe mentire così spudoratamente. Far passare, infatti, 5.000 osservazioni al progetto presentate da alcune decine di persone (1.000 da una sola persona) e tutte pressoché uguali, per la mobilitazione di 5.000 cittadini indignati non contribuisce a una discussione seria e costruttiva».
«Anche loro, purtroppo», prosegue, «predicano (qualche volta) bene e razzolano (spesso) male. Anche parlare di privatizzazione e svendita delle aree di risulta è scorretto e irresponsabile. Quello che si prevede è la gestione dei parcheggi, quindi di una porzione assolutamente residuale dell’area per soli vent’anni, a fronte di un parco pubblico e relativi servizi per tutta la città. Oggi l’enorme spazio di cui stiamo parlando è di fatto privatizzato, tutto occupato dal mezzo privato più inefficiente e inquinante che vi sia, l’automobile, sopra una colata di cemento su cui i 5 Stelle si limitano ad appellarsi alla panacea della partecipazione che, però, non può mai coprire l’assenza di leadership e idee».
«Vi è un progetto», ricorda il candidato sindaco, «adottato dal consiglio comunale, dopo un approfondito lavoro di studio e concertazione svolto dalla Cabina di regia da me istituita e presieduta che, facendo tesoro di tutta l’elaborazione di proposte e progetti nell’arco di un trentennio, è riuscita a sintetizzare esigenze e prospettive della riqualificazione dell’area, dando priorità alla volontà di garantire la presenza di ampi spazi verdi per realizzare il cosiddetto bosco urbano, il parco centrale appunto, che comprende anche giardini tematici e orti urbani, accorpando sosta e terminal al traffico ferroviario in un fascio viario compatto e integrato, a ridosso dell’impalcato ferroviario».
«Per fare spazio al verde», avverte, «occorre realizzare strutture per il parcheggio di circa 2.000 posti auto, in linea con l’offerta attuale. Dalla gestione di tali parcheggi deriva la maggior parte della leva finanziaria per realizzare tutto il resto. Questi sono collocati in prevalenza in due silos posti ai margini nord e sud dell’area. Tra gli elementi qualificanti già individuati vi è una grande piazza lineare pedonale che collegherà direttamente la stazione con le aree pedonali di corso Umberto e di tutto il centro commerciale naturale».
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