Civitarese: impensabili 5mila posti Teatro? Per ora non ci sono risorse

PESCARA. Assessore all’Urbanistica Stefano Civitarese, ci aiuti a capire: in questa fase il progetto a che punto è? È ancora modificabile? E da chi?È un progetto preliminare. Questo significa che...
PESCARA. Assessore all’Urbanistica Stefano Civitarese, ci aiuti a capire: in questa fase il progetto a che punto è? È ancora modificabile? E da chi?
È un progetto preliminare. Questo significa che esso prevede le invarianti entro le quali sviluppare il progetto definitivo, che sono la realizzazione di un luogo identitario, il cuore del progetto quale il grande parco centrale, la previsione di una piazza lineare che unisca l’ingresso della stazione con corso Umberto grazie all’interramento della strada anche per accedere a una quota di parcheggi interrati e al nuovo terminal dei bus extra-urbani; la realizzazione di due silos per i parcheggi ai due estremi Nord e Sud dell’area e, ancora più all’esterno, di due edifici per residenza e servizi. Entro questi paletti il progetto, che in autunno approderà in consiglio, dopo le valutazioni ambientali in corso di svolgimento che potranno anche comportare alcune variazioni, dovrà essere sviluppato. La procedura culminerà nella gara europea che bandiremo entro la prossima primavera. La gara servirà a individuare tanto l’impresa esecutrice quanto il progettista. E tra gli elementi fondamentali per individuarli vi sarà il valore e l’esperienza del progettista e la qualità architettonica dell’intero progetto.
Chi ha realizzato il progetto preliminare? Sulla carta risulta l’architetto del Comune Vespasiano, ma sicuramente è frutto di un lavoro più ampio. Di chi? E quanto è costato?
Il progetto preliminare, redatto dall’architetto Vespasiano, è stato elaborato grazie al lavoro della cabina di regia di cui fanno parte altri dirigenti e funzionari comunali, e che si è avvalsa anche dell’apporto di alcuni consulenti esterni, tra cui l’architetto Andrea Mammarella, in quanto consulente del settore Lavori pubblici. In questa fase, gli aspetti economico-finanziari, gestionali, di complessivo inquadramento ambientale e territoriale hanno maggiore rilevanza dei profili architettonici. Quanti ai costi, non ce ne sono stati, se non i 30 mila euro per l’iniziale studio economico-finanziario della società pubblica Sinloc.
Ordine architetti e università, perché non sono stati coinvolti?
Per la verità all’Ordine degli architetti chiedemmo di darci una mano sull’elaborazione di idee su come concepire il parco centrale, che rimane ancora il tema che occorre sviluppare, tenendo presente che di un parco deve trattarsi: alberi, siepi, giardini, etc. ma le cui funzioni, caratteristiche fito-floristiche, gestione, attività da ospitare per renderlo vivo e attraente sono quelle su cui vorremmo si sviluppasse la discussione, e che diverranno l'altro fulcro della gara di progettazione e gestione. Su questo ci aspettiamo il contributo anche dell’Università, dalle cui indicazioni siamo partiti per l’elaborazione degli indirizzi strategici in cui si inquadra anche il parco centrale. Un coinvolgimento diretto dei dipartimenti universitari nella progettazione non è ammesso dalla legge.
L'ex sindaco Mascia rimpiange di non aver potuto realizzare il teatro nell’area di risulta. Mattoscio per dieci anni con la Fondazione ha proposto di realizzarvi la fabbrica della cultura. Nel vostro progetto un richiamo alla cultura manca. Perché?
Al momento non vi sono le risorse per la realizzazione e, soprattutto, per la gestione di un tale intervento, il quale incrinerebbe l’equilibrio economico-finanziario su cui il progetto si regge. Ma abbiamo riservato una specifica area per questa funzione che nel frattempo sarà lasciata a prato e comunque senza alberature, in attesa che si determino le condizioni per il teatro. Per esempio grazie all’apporto della cosiddetta finanza etica.
Confcommercio chiede 5mila posti auto e un parco giochi, tipo il Tivoli di Copenaghen, invece del bosco.
Cinquemila posti auto sono impensabili, perché in contrasto con tutte le nostre idee sulla mobilità e anche in controtendenza rispetto all’evoluzione delle città. Il problema che avremo durante il corso di esercizio dell’appalto di gestione dei parcheggi di durata ventennale è che tra 15 anni la domanda di posti auto sarà ancora minore. Il bosco è il dato di partenza del progetto Monestiroli da cui prende il via tutto questo lavoro, ma entro certi paletti che abbiamo già rigorosamente fissato. Aspetti di attrazione, diversificazione delle funzioni, etc. non sono esclusi, tutt’altro. Proprio su questo tema ogni contributo sarebbe apprezzatissimo. Tivoli è un’idea. Ci sono, però, innumerevoli esempi di parchi urbani e ognuno avrà in mente il proprio. Fatte le debite proporzioni, io direi Regent Park di Londra.
Ci sono 40 milioni che dovranno mettere i privati. Come?
È la quota dell’investimento privato prevista dal codice degli appalti in questo tipo di procedure che viene remunerata in venti anni dalla gestione dei parcheggi e dalle altre utilità previste, per esempio vendita degli edifici.
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