Classi di montagna accorpate: ora il caso finisce in Parlamento

Interrogazione di D’Alfonso: serve una soluzione per non stravolgere il percorso formativo dei giovani E martedì mobilitazione dei genitori: «La pluriclasse creerebbe una forte dispersione scolastica»
CARAMANICO. Fa discutere il ventilato accorpamento di due classi della media nel plesso scolastico di Caramanico Terme, aderente al comprensivo San Valentino-Scafa. L’onorevole Luciano D'Alfonso ha annunciato una interrogazione parlamentare sul caso, e dopo la protesta avviata dai sindaci di Caramanico, Sant’Eufemia e Salle, rispettivamente Luigi De Acetis, Francesco Crivelli e Davide Morante, ora si mobilitano anche i genitori e i rappresentanti di istituto che stanno organizzando per martedì prossimo un presidio davanti alla scuola di via d’Aquino. Intanto hanno scritto una lettera aperta al dirigente scolastico Valentina Palleri; al direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Massimiliano Berdocchi e a Pierangelo Trippitelli dell’Ufficio IV Pescara- Chieti per denunciare «le ripercussione negative» del provvedimento che investe tre paesi di montagna e un vasto indotto di studenti che frequentano l’istituto di Caramanico.
L’intenzione dell'Ufficio scolastico regionale è creare, per l’anno scolastico 2024-2025, una pluriclasse di 19 alunni accorpando la prima (7 alunni) e la terza media (12) con l’obiettivo di ovviare alla carenza di studenti. «La stortura è evidente», attacca D’Alfonso, «mettere in una stessa classe studenti all’inizio del loro ciclo nella scuola secondaria di primo grado e altri che si accingono ad uscirne vuol dire rivoluzionare i programmi scolastici e indurre una convivenza innaturale tra adolescenti con esigenze molto diverse. È un caso molto simile a quello della scuola media di Castelvecchio Subequo, e probabilmente ve ne saranno altri in Abruzzo, aventi tutti un denominatore comune: lo spopolamento delle aree interne. È un segno tangibile del fallimento delle politiche della Regione per queste zone, ma anche dell’eccessiva rigidità della norma che prevede un numero minimo di iscrizioni in ogni scuola». Quindi esorta «l’Ufficio scolastico regionale a trovare una soluzione che non stravolga il percorso formativo dei giovani di quei Comuni».
Angela De Stefanis, rappresentante di istituto che sta raccogliendo le istanze dei genitori, e il sindaco De Acetis, ricordano che «negli ultimi 4 anni il territorio montano di riferimento è stato colpito da una grave crisi occupazionale ed economica che ha prodotto effetti negativi sulla popolazione. La formazione della pluriclasse creerebbe una forte dispersione scolastica, minando l’intera stabilità del plesso, con ripercussioni a catena sulle iniziative in essere a contrasto del disagio economico- sociale del momento». E continuano: «La vivibilità dei nostri centri dipende proprio dall’esistenza di una comunità educante come quella scolastica da sempre difesa e protetta». De Acetis e De Stefanis esprimono «forte preoccupazione» sull’attuale accorpamento «che in futuro potrebbe diventare una soppressione totale della scuola. Ora è d’obbligo chiedersi che tipo di sacrificio verrà chiesto alle famiglie dei territori più lontani, distanti anche 20 chilometri, per raggiungere i plessi più vicini. Un effetto domino di cui ci si deve interrogare ora». Pertanto «chiediamo di affrontare i disagi che si prospettano per le famiglie, garantendo almeno per questo anno la formazione della classe prima media e disporre ulteriori risorse al fine di mantenere l’organico di diritto nell’anno 2024-2025».

