Classi dimezzate: oltre 600 in dad Lasciati a casa anche i prof no vax

Negli istituti superiori, circa 15 insegnanti sospesi perché non ancora in regola con la vaccinazione E presidi in affanno per garantire le lezioni ai ragazzi positivi: richieste continue, un lavoro immane
PESCARA. Assenti per aver contratto il Covid sul finire delle festività, per aver avuto contatti stretti con positivi. Banchi vuoti anche per paura. È stato un rientro a scuola a metà quello di ieri, dopo la pausa di Natale durata più di due settimane, nelle scuole superiori di Pescara. In ogni istituto sono state tantissime le richieste di attivazione della didattica a distanza dei ragazzi che non sono potuti ritornare a sedersi in aula e che quindi hanno ricominciato le lezioni dalla cameretta di casa.
DOCENTI NO VAX SOSPESI
E allo scenario di banchi vuoti che ha caratterizzato il primo giorno di scuola del 2022, si sommano le assenze dei docenti no-vax, ufficialmente sospesi. Nei 10 istituti superiori di Pescara sono attualmente poco meno di una quindici e non possono più fare lezione né a scuola e né tantomeno in didattica a distanza. Con l'introduzione il 15 dicembre scorso dell’obbligo vaccinale per il personale scolastico, trascorso ormai il tempo massimo, tra invio e ricezione delle raccomandate, i dirigenti hanno firmato i provvedimenti di sospensione, che prevedono la conservazione del posto di lavoro, ma niente stipendio. Il numero potrebbe ridursi, dal momento che alcuni sembra si stiano già mettendo in regola. Non appena presenteranno la documentazione dell'avvenuta vaccinazione o della prenotazione della somministrazione (da fare entro 20 giorni, con certificato da presentare alla scuola entro 3 giorni dalla inoculazione), torneranno subito in aula. Altri potrebbero invece non cedere rispetto alla loro posizione anti vaccino. Nel frattempo verranno sostituiti con supplenze.
CENTINAIA DI STUDENTI IN DAD
Un fuoco di fila di istanze che ha messo a dura prova le segreterie e i dirigenti che in alcuni casi hanno quasi avuto difficoltà a tenere il conto. Al Misticoni Bellisario c'erano circa 3-4 alunni in dad per classe. «Abbiamo 47 classi», dichiara la dirigente del MiBe, Raffaella Cocco. «Le richieste sono arrivate continuamente ed è un lavoro immane che sta gravando su segreteria e presidenza. Oggi (ieri per chi legge) è una giornata veramente molto negativa per la scuola. Spero che nei giorni a venire la situazione possa essere un po' più calma».
Poco meno di una novantina su un totale di 1.650 alunni, gli assenti al liceo scientifico Galileo Galilei. «La situazione è pesante rispetto ai numeri storici che abbiamo avuto. Fino a fine novembre», riepiloga il dirigente Carlo Cappello, «siamo sempre stati con zero casi, a dicembre abbiamo chiuso il 23 con massimo 3-4 ragazzi contagiati. Ora è un continuo ricevere comunicazioni. Parto dal presupposto che la scuola deve essere in presenza: per i ragazzi significa socializzare e curare le relazioni. Però l'aumento dei numeri che sto leggendo in questi giorni mi fa un po’ paura. Vedere che rischiamo di arrivare a cento casi, mi fa pensare che una settimana di lezioni a distanza ci avrebbe fatto respirare un po’. Sarebbe stata una piccola parentesi di pochi giorni, l’opportunità di far scendere un po' la curva dei contagi al momento in salita». La giornata di ieri ha visto un centinaio su 1.265 al Classico e circa 150 su 1.400 allo scientifico Leonardo Da Vinci di richieste di dad, e una decina di docenti per istituto assenti.
«Fermo restando che la scuola in presenza è la scuola e quindi va favorita», commenta Antonella Sanvitale, dirigente di entrambi i licei, «dentro l’attuale situazione pandemica occorre una sinergia di tutte le forze del territorio (Asl, farmacie, medici curanti) per garantire la sicurezza a scuola. Servono indicazioni più precise anche dal ministero, rispetto ad esempio alle sostituzioni».
Un centinaio su 1.100 circa i ragazzi assenti all'alberghiero De Cecco e una ventina su 280 i docenti. Numeri più contenuti all'Acerbo con una trentina di dad tra i ragazzi, su 1.400 iscritti, e un paio di insegnanti su 130.
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