Cna: imprese beffate. Marsilio: dite falsità

18 Febbraio 2021

Ristori negati, l’associazione contro l’istituzione delle zone rosse. Il governatore: scelta concordata col ministro 

L’AQUILA. Una decisione oculata e condivisa con il ministro della Salute Roberto Speranza. Il presidente della Regione Marco Marsilio respinge con forza l’attacco della Cna di Chieti e di Pescara sull’istituzione della zona rossa nelle due province. E spiega chiaramente i motivi della decisione presa dalla Regione senza attendere il Governo. Lo aveva già fatto ieri, dalle colonne del Centro, insistendo sulla necessità «di garantire un sostegno economico alle imprese. Nessuno può sostenere la tesi che le zone rosse decretate dalle Regioni non abbiano diritto ai ristori», le sue parole. Evidentemente non sono bastate a rassicurare la Cna, che parla di «scelta unilaterale di Marsilio».
DECISIONE CONCORDATA. «Non si comprende il meccanismo di disinformazione messo in atto da parte della Cna di Chieti e di Pescara nell’attribuire al presidente della Regione Marco Marsilio la volontà di “procedere direttamente e senza alcun preventivo assenso del Governo, alla creazione della zona rossa nei due territori”. La decisione di istituire zone rosse nelle province di Chieti e di Pescara è giunta a seguito di chiare indicazioni del Governo sulle direttive da seguire nelle aree maggiormente colpite dalle varianti inglesi del virus», asserisce Marsilio.
«L’individuazione delle province più colpite dai contagi di Covid-19 è stata quindi presa a seguito della riunione del Comitato tecnico scientifico regionale, che ha evidenziato lo stato di emergenza. Il ministro Speranza è stato sentito preventivamente, come esplicitamente riportato dall’ordinanza, e ha fornito il pieno assenso e sostegno politico».
Ma c’è di più: «Avevo chiesto al ministro di inserire la zona rossa di Chieti e Pescara all’interno dell’ordinanza che lo stesso ministro avrebbe firmato a breve per porre l’Abruzzo in zona arancione, così da evitare un doppio provvedimento. Speranza non ha aderito a questa richiesta solo perché, in quel momento, era in carica per la sola ordinaria amministrazione».
PURA STRUMENTALIZZAZIONE. «I rappresentanti locali della Cna», incalza Marsilio, «farebbero meglio a impiegare i loro sforzi nel sollecitare i loro rappresentanti nazionali a farsi portavoce e interpreti presso il Governo, al fine di provvedere in tempo alla garanzia dei ristori in situazioni di emergenza come quelle che si sono verificate a Chieti e a Pescara».
Per il governatore «l'obiettivo della Regione Abruzzo è quello di tutelare, nel miglior modo possibile, la salute di ogni cittadino, adottando quelle iniziative utili e necessarie a evitare l’espandersi dei contagi e la nascita di nuovi focolai. Fin dall’inizio della pandemia, insieme alla giunta, ho coinvolto il consiglio regionale per individuare ogni possibile forma di sostegno agli imprenditori, così come alle famiglie, per garantire un ristoro in attesa di risorse statali».
LE RISORSE. Oltre ai 50 milioni destinati al fondo perduto, «una quantità simile a quella impegnata dalla Lombardia», dice Marsilio, «tra le tante provvidenze messe in campo è di ieri la pubblicazione della graduatoria definitiva di oltre 2.300 imprese, che potranno accedere a un contributo a fondo perduto fino a 5.000 euro e per il 40% dell’importo per l’acquisto di beni durevoli».
LA CNA. I presidenti della Cna di Chieti, Giuseppe Troilo, e della Cna di Pescara, Cristian Odoardi, chiamano in causa «la decisione unilaterale del presidente Marsilio di procedere direttamente e senza alcun preventivo assenso del governo, alla creazione della zona rossa nei due territori. Scelta che rischia di mettere in ginocchio definitivamente migliaia di piccole imprese artigiane e commerciali se non saranno individuati immediatamente meccanismi di sostegno alle attività costrette alla chiusura. Sarebbe stato il caso di operare scelte concordate con gli organismi nazionali, in modo da garantire alle attività penalizzate la certezza di un indennizzo economico».
NUOVI AIUTI. A chiedere al Governo centrale «misure adeguate per il settore del commercio, per resistere ai gravi effetti collaterali della pandemia» è capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale, Guerino Testa. «È tempo che lo Stato cambi passo e salvaguardi un settore colpito pesantemente», dice, «per sopperire alle enormi perdite di fatturato occorre la detassazione delle rimanenze di magazzino, la cancellazione delle cartelle esattoriali, il blocco dei pagamenti contributivi e il rilancio dei finanziamenti agevolati e totalmente garantiti dalla Stato. (m.p.)