Cococciola, Cerasuolo e Merlot ma è il Pecorino il più gettonato

VERONA. Primo giorno positivo per l’Abruzzo al Vinitaly. Ben organizzata la presenza regionale al padiglione 12 tra le aree che raccolgono più produttori, come quelle dei consorzi di tutela Vini d’Abr...
VERONA. Primo giorno positivo per l’Abruzzo al Vinitaly. Ben organizzata la presenza regionale al padiglione 12 tra le aree che raccolgono più produttori, come quelle dei consorzi di tutela Vini d’Abruzzo e Colline Teramane Docg, gli spazi dell’Enoteca Regionale, gli stand delle principali aziende e lo spazio gastronomico Abruzzo Street Food curato dal Movimento Turismo del Vino. «Quest’anno abbiamo una location completamente rinnovata» commenta Dino Pepe, assessore alle politiche agricole della Regione «con diversi spazi nuovi e un programma di appuntamenti legato ai nostri vini, come il Pecorino che sta dando tanti buoni risultati, stando agli ultimi dati che registrano un incremento di vendite del più 10 per cento». Tra i principali appuntamenti della giornata, c’è stata infatti la degustazione di Pecorino guidata dal top sommelier Andrea Galanti. «Con il Pecorino iniziamo una serie di degustazioni delle migliori espressioni dei nostri vitigni» ha spiegato Valentino Di Campli, presidente del Consorzio Vini d’Abruzzo che ha organizzato l’incontro «un’orizzontale dell’annata 2016 con 8 vini dalle diverse provincie abruzzesi». Appassionati, giornalisti e produttori hanno seguito le analisi di Galanti e il racconto tenuto da alcuni produttori sui territori in cui nascono i vini. Nicola Altieri di Fontefico ha presentato La Canaglia, vino biologico da un cru aziendale di Vasto, Giannicola Di Carlo l’Eikos, "vino vegan" della cantina Agriverde di Ortona, Rocco Pasetti ha illustrato il suo Pecorino Contesa, dell’omonima azienda vinicola di Collecorvino, e Luigi Di Camillo la sua etichetta di Pecorino della Tenuta I Fauri di Chieti. Una degustazione soddisfacente che ha messo in luce la variegata espressività di questo vitigno autoctono, come ha osservato il sommelier Galanti, presentando tutti i Pecorino quali Castello di Semivicoli di Masciarelli, Duca Thaulero di Casal Thaulero, il Pecorino di Tommaso Olivastri e quello di Cantina Frentana, referenza che inaugura anche il restyling di questa ammodernata linea della sociale di Lanciano, con le etichette di Montepulciano, Cerasuolo, Passerina e Cococciola a completare, anche se la novità presentata in fiera è il Vallevó, rosato Costa dei Trabocchi Igt Terre di Chieti da raccolta anticipata di solo Merlot.
Sono diverse le novità tra le tante cantine e parlano spesso il linguaggio del Pecorino, a riprova di un vitigno che tra la montagna e il mare invita ancora a sperimentazioni e nuovi tentativi i produttori abruzzesi. Come Luigi Cataldi Madonna di Ofena, considerato il padre del Pecorino in Abruzzo (imbottigliò per primo una etichetta di Pecorino nel 1997) che quest’anno non ha potuto presentare la selezione del Frontone - fermo alla vendemmia 2013 - ma ha dedicato una presentazione speciale al nuovo Giulia: «È prodotto con l’uva dei nuovi impianti, lo stile di vinificazione è il medesimo ma con rese leggermente più alte, le differenze sono quelle tra un uomo maturo sapiente e composto, come il Frontone, e un ragazzo».
Dall’Alto Tirino ci si sposta sulle Colline Teramane dove Laura Montori racconta la novità dell’azienda fondata dal padre Camillo a Controguerra, la linea Pillole di Magia di cui ha lasciato assaggiare proprio il Pecorino, «un’espressione più posata rispetto ad altri vini della stessa varietà ma con una sua evidente impronta di territorialità», ha detto. «Frutto e territorio sono concentrati in questa nuova idea di Montepulciano d’Abruzzo, lo Yang Docg» spiega invece Alessandro Pelliccioni dell’azienda dei fratelli Barba di Pineto «al debutto con questo Vinitaly assieme alle nuove etichette, contemporanee e coordinate, di tutte le linee dei nostri vini».

