Colazione sul Corso in una città che torna a vivere

19 Maggio 2020

CHIETI. Caffè e cornetto in corso Marrucino come simbolo del ritorno alla normalità. «Prego, si può sedere, abbiamo sanificato», dice la cameriera del Bar Italia, cuore del centro storico di Chieti,...

CHIETI. Caffè e cornetto in corso Marrucino come simbolo del ritorno alla normalità. «Prego, si può sedere, abbiamo sanificato», dice la cameriera del Bar Italia, cuore del centro storico di Chieti, nel primo giorno di riapertura al pubblico. Già da qualche giorno erano stati attivati il servizio a domicilio e poi quello d’asporto. Ma fare colazione al bar è tutta un’altra cosa. Anche se le abitudini, rispetto al passato, sono un po’ cambiate. Su tutti i tavolini, sia all’interno che all’esterno, niente zuccheriere e menu di carta. Portare la mascherina è obbligatorio: si può toglierla solo al momento della consumazione. La cameriera torna dopo pochi secondi per prendere l’ordine. Il caffè corto e il cornetto con la Nutella arrivano subito. Poi, ecco lo scontrino e il gel per sanificare le mani dopo il pagamento. Insomma: si segue un protocollo rigidissimo. Al tavolo accanto, rigorosamente distanziato, ci sono due ragazzi appena maggiorenni. «La scuola è chiusa, stamattina non ci sono lezioni online e allora abbiamo deciso di fare due passi in centro», dicono sorridendo, mentre lungo corso Marrucino – per usare una parola letta chissà quante volte nei decreti anti contagio del governo – non ci sono assembramenti. Ma la città non è più vuota e senza rumori, come qualche giorno fa. Lo conferma Daniele D’Antonio, uno dei quattro proprietari del bar a due passi dalla Procura: «La gente ha voglia di ricominciare a vivere la propria città, anche se in modo graduale». Come dire: qualche cliente è ancora timoroso, ma in molti – ora che si può – non vogliono rinunciare al piacere della tazzina di caffè. I posti del Bar Italia si sono drasticamente ridotti: prima, tra sale interne e tavolini all’aperto, ne erano ben 110; adesso, invece, sono scesi a 38. «Perché la salute dei clienti viene prima di ogni altra cosa, e non è una frase fatta», precisa D’Antonio, indicando i metri quadrati disegnati sul pavimento con il nastro adesivo marrone e il plexiglass installato a protezione della cassa. Al momento, oltre ai proprietari, al lavoro c’è un solo dipendente. «Ma spero che presto potrò richiamare anche gli altri: il futuro non ci fa paura», è il messaggio di speranza di Daniele.
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