Collecorvino, Nas e Forestale nei capannoni dei conigli morti

Iniziato il sopralluogo nell'ex allevamento di contrada Congiunti dopo la denuncia delle associazioni animaliste: sono circa duemila gli animali morti. E Codici Abruzzo accusa il sindaco Zaffiri: "Se i cittadini si sono rivolti a noi è a causa della sua totale inezia"
COLLECORVINO. Da questa mattina carabinieri del Nucleo antisofisticazioni di Pescara, carabinieri della stazione di Collecorvino (Pescara) e uomini del Corpo Forestale dello Stato, agenti della Polizia Provinciale insieme ai medici del Servizio Veterinario della Asl di Pescara, stanno compiendo (alle ore 16,30 erano ancora lì) un sopralluogo ai capannoni in contrada Congiunti di Collecorvino, dove da mesi giacciono migliaia di conigli morti e rinchiusi in sacchi della spazzatura. L'allevamento, affittato fino al 31 dicembre 2015 ad alcuni imprenditori marchigiani, risulterebbe ufficialmente chiuso da febbraio per un fermo sanitario dovuto alla sanificazione e bonifica del sito. Gli animali erano dunque già morti? Perchè sono morti? Sono stati lasciati morire di fame o sono stati uccisi da un virus (i conigli sono animali molto delicati)? A queste domande cercheranno di rispondere presto gli investigatori.
L'allevamento è composto da quattro capannoni più uffici, e i carabinieri e i forestali, muniti di maschere e tute anticontaminazione, oggi hanno esaminato ogni angolo e ogni attrezzatura delle strutture. Gli animali morti contati sarebbero circa duemila. Appena concluso il sopralluogo, saranno i carabinieri a consegnare al magistrato di turno una relazione con l'eventuale segnalazione di violazioni sanitarie, ambientali e penali.
Il sopralluogo è scattato dopo la denuncia presentata al comando provinciale del Corpo Forestale dello Stato dalle associazioni Codici Abruzzo e Dog Village. Nella dettagliata denuncia, Carmelita Bellini e Gabriele Bettoschi fanno notare che la segnalazione è arrivata dai cittadini della zona che lamentavano la presenza di «esalazioni maleodoranti talmente forti e intense da rendere l’aria irrespirabile». Qualche giorno fa Bellini è andata a controllare di persona, dopo aver raccolto il grido di allarme dei residenti, e ha trovato «migliaia e migliaia di carcasse di conigli, anche in decomposizione avanzata, con percolato che scola a cielo aperto», come scritto nella denuncia. «Nei quattro capannoni», spiega più dettagliatamente, «le carcasse degli animali sono coperti da teli della spazzatura o sono accatastati dentro carrelli industriali» e da un container/frigo «fuoriesce un liquido scuro di odore talmente nauseabondo da rendere impossibile» la permanenza, «perché l’aria è irrespirabile». Le documentazioni fotografiche e video consegnate anche alla Forestale dimostrano l'orrore di migliaia di conigli morti. Ora Codici e Dog Village vogliono sapere se la morte di questi animali «è dipesa da eventuali maltrattamenti o perché non sono stati più alimentati, a causa del probabile improvviso allontanamento delle maestranze». La richiesta contenuta nella denuncia è di «attivare le indagini per accertare i responsabili dei reati eventualmente ipotizzabili». I carabinieri attendono le analisi del Servizio Veterinario della Asl per sapere se i conigli sono stati lasciati morire di fame o se a ucciderli è stato un virus. «Al momento - ha detto il sindaco di Collecorvino, Antonio Zaffiri - posso solo dire che attendo una relazione da parte dei carabinieri del Nas e dai tecnici della Asl per una eventuale ordinanza, considerando che a tutt'oggi non sono state ravvisate dagli organi tecnici problematiche gravi di ordine igienico-sanitario».
Il responsabile della tutela animale dell'associazione Codici Abruzzo, Gabriele Bettoschi, dopo aver letto sul quotidiano il Centro le dichiarazioni del sindaco di Collecorvino, accusa il primo cittadino di aver detto tre falsità: "E’ falso che ha scoperto solo dal 27 agosto il problema e che lo abbia fatto addirittura casualmente tramite Facebook. E’ falso che nessun odore si sentiva dall’esterno! I cittadini avevano sollecitato da mesi l’intervento del Comune proprio per l’odore nauseabondo che proveniva dai capannoni. E’ la totale inerzia del sindaco che li ha costretti a segnalare a noi, e forse anche tramite Facebook, una situazione non più tollerabile. E’ falso che non è possibile entrare dentro l’azienda! Come è stato accertato anche oggi, durante il sopralluogo da parte della Forestale e dei Nas, e come ben dimostrano le foto allegate alla denuncia, chiunque poteva entrare, perché l’area è priva di protezioni e le porte dei capannoni sono spalancate. Siamo certi", conclude Bettoschi "che le grossolane falsità dette dal sindaco, a giustificazione della sua inerzia, saranno meritevoli di attenzione da parte della magistratura. Infatti, il Sindaco aveva l’obbligo, come massima autorità sanitaria di adottare immediatamente tutte le misure utili atte ad evitare un pregiudizio per la salute pubblica".
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