Colli a secco, danno riparato ma non basta

22 Luglio 2024

La presidente Brandelli: è il punto più alto della città e resta a rischio come San Silvestro, importante dotarsi di autoclave

PESCARA. Disagi e ancora polemiche sulla carenza di acqua che negli ultimi giorni ha messo in ginocchio soprattutto la zona dei Colli. E dopo aver affrontato le proteste dei cittadini davanti al Comune, sabato mattina la presidente dell’Aca, Giovanna Brandelli, torna a spiegare le cause di un problema che, ribadisce, a fronte delle ulteriori difficoltà incontrate proprio nella zona dei Colli, è destinato a perdurare per tutta l’estate. E sempre, ribadisce, per gli stessi motivi: «Mancanza di precipitazioni nevose nel periodo invernale, unita agli extraconsumi dovuti alle temperature da bollino rosso di queste settimane. Il risultato», puntualizza Brandelli, «è una emergenza ancora più evidente, fortemente avvertita dalla popolazione in diversi comuni della provincia».
Ma non basta. «In alcune zone, laddove intervengano criticità specifiche, cioè delle rotture che richiedono interventi di manutenzione straordinaria», sottolinea la presidente Aca, «l’erogazione dell’acqua va necessariamente interrotta per eseguire i lavori di riparazione». È il caso dei Colli. «Qui la situazione è tornata regolare nella notte», spiegava ieri la presidente, «come attestano i controlli eseguiti dal personale Aca. Nel dettaglio», va avanti, «venerdì è stata registrata la rottura della condotta del Giardino che alimenta la zona dei Colli: la riparazione è stata eseguita in tempi record, cioè in sei ore, e si è cercato di tamponare l’emergenza effettuando una manovra di compensazione sull’acquedotto del Tavo ma, essendo rimasta a secco la zona dell’Oasi dello Spirito è stata effettuata una ulteriore manovra per coprire anche quest’ultima zona. Con le compensazioni si è cercato un giusto equilibrio tra le due zone rimaste senz’acqua: avendo a disposizione una risorsa scarsa, in questo come in altri casi, Aca effettua tutto il possibile per limitare i disagi alla popolazione. Appare anche evidente che, al momento della riapertura dei serbatoi, lo svuotamento rischia di essere repentino, considerato che migliaia di famiglie e attività stanno facendo i conti con temperature ben al di sopra delle medie stagionali e che, quindi, i consumi si moltiplicano».
E quindi, «tenuto conto del sistema di erogazione dell’acqua, le zone più a rischio a Pescara», indica Brandelli, «sono quelle che si trovano nei punti più alti della città, come i Colli e San Silvestro». Una consapevolezza che deve ulteriormente motivare i cittadini a dotarsi di autoclave: «Un impianto di autoclave ben funzionante è indispensabile per creare una riserva e i contributi previsti dall’Ersi, l’avviso scade il 31 agosto, possono essere utilissimi per le famiglie dopo che purtroppo il primo bando è andato deserto».
E sempre nei confronti dei cittadini c’è l’invito a fare un uso consapevole della risorsa idrica: «Se l’Aca si sta impegnando per la riparazione delle reti e continuerà a farlo, considerando che siamo in attesa di un finanziamento statale di 47 milioni, oltre ai fondi del Pnrr già ottenuti, è fondamentale da parte della popolazione», ribadisce, «un uso consapevole della risorsa idrica, così come è indispensabile che il Consorzio di bonifica assicuri l'acqua per uso irriguo, perché non è pensabile che venga usata l'acqua potabile, che non c’è, per l’irrigazione».
Dunque, «no a qualsiasi spreco nel consumo domestico dell'acqua», mentre «è fondamentale dotare tutte le abitazioni di un serbatoio adeguato e di un impianto di autoclave ben funzionante che mettano al riparo dall'emergenza idrica. L'auspicio è che ci si muova tutti nella stessa direzione, mettendo da parte attacchi e polemiche che non sono costruttivi e tantomeno producono l’effetto di riportare l'acqua nelle sorgenti. Per quanto ci riguarda», conclude Brandelli, «l’impegno dell’Aca è massimo, e oltre ad aver risanato il bilancio stiamo provvedendo a risanare la rete idrica con interventi finanziati dal Pnrr che si concluderanno entro il 31 dicembre 2026 e che ridurranno le perdite del 30 per cento».(s.d.l.)