Colli in lutto, è morto Robertino Febo

12 Marzo 2016

Il cantante folk abruzzese è morto nel sonno colpito da un malore. Oggi i funerali ai Sette Dolori

PESCARA. È morto nel sonno, ieri notte, quasi certamente per un infarto. Roberto Febo, Robertino per tutti quelli che lo conoscevano anche solo per la sua musica, aveva 69 anni ed era molto conosciuto non solo ai Colli, dove abitava, ma in tutto l’Abruzzo. Cantante, cabarettista, poeta e autore di pezzi dialettali, soprattutto tra gli anni ’70 e ’80 Robertino Febo è stato animatore delle feste di piazza con le sue canzoni folcloristiche. Celebri pezzi come “Abruzze belle”, “Tenghe na spose”, “Cocca mia”, “Tarantella 2000” “Gluc gluc” e “Marì” lo hanno portato ad attirare l’interesse della City Record e delle Edizioni Musicali Edi-Nufa di Milano che da allora hanno promosso la sua produzione. Da questa collaborazione sono nati successi che hanno varcato i confini nazionali, diventando celebri soprattutto in Canada, a Toronto, dove Robertino ha lavorato per il consolato. Un successo discografico incrementato dal boom delle radio libere (è stato ospite anche di programmi folk della Rai come “L’altro suono” e “Terzo programma folk”) e che lo ha portato a cantare anche in Svizzera, Francia, Germania e Stati Uniti. L’ultimo lavoro è stato il cd “Robertino sciò... e dapù arndrò”. Sposato con la signora Rita, un figlio, Federico, da cui ha avuto la nipotina Elena, Robertino Febo continuava a essere un personaggio ai Colli anche se ultimamente non si era più esibito. L’ultimo spettacolo risale a un paio di anni fa proprio alla festa dei Colli dove in tanti, da ieri mattina, lo piangono. «Per tutti noi è stato un colpo», dice Serrano Capodicasa, titolare del bar del Santuario, «Robertino stava sempre qui, era un promoter, un tuttofare, pronto sempre ad aiutare gli altri». Ragioniere e consulente del lavoro, Febo era conosciuto ai Colli anche per le sue consulenze gratuite a chi non poteva permettersele. «Stava sempre ad aiutare», ricorda commosso Capodicasa, «anche se la sera, ogni tanto, una cantata ci scappava». «Era un caro amico di Ivan Graziani», ricorda addolorata la nipote Valeria D’Alonzo, «amava la musica, la poesia, e proprio in questi ultimi tempi stavamo pensando di mettere insieme in una pubblicazione tutto il suo materiale. Purtroppo non abbiamo fatto in tempo». Oggi alle 15,30 nella basilica dei Sette dolori, i suoi funerali.(s.d.l.)

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