Colonie, sport, laboratori L’Abruzzo apre i giochi

10 Giugno 2017

Chiuse le scuole per le famiglie è tempo di programmare le vacanze dei figli

PESCARA. Colonie al mare e in montagna, laboratori di ceramica, teatro e pittura, fattorie didattiche, escursioni in grotta. L’estate abruzzese dei nostri bambini e ragazzi è uno sterminato luna park. La scuola è appena finita, ma Comuni, associazioni private, cooperative, hanno già imbandito un ricco tavolo di iniziative per far fronte alla crescente domanda delle famiglie di tempo libero organizzato per i propri figli.
A Pescara si sono presentati in mille per l’iscrizione ad attività sportive riservate a “soli” 480 ragazzi. In molti comuni, se non ci si prenota per tempo, c’è il rischio serio di restare con i bimbi a casa. Un rischio che diventa un problema se non ci sono i nonni a correre in aiuto e se i due genitori lavorano. E non va sottovalutata l’esigenza del “cliente” finale, il bambino, che spesso è molto sofisticato e tecnologizzato, per gli standard di una tradizionale vacanza estiva. «Da noi», dice Mauro Di Carlo (Centro Wascaranza dell’Aquila), docente di musica, «i bambini già a 3 anni si presentano con l’i-pad. Noi li abbiamo vietati, perché i bambini devono riscoprire la manualità. Lavoriamo tantissimo con la musica, e i bambini vengono coinvolti in balli di gruppo, corsi di teatro, attività manuali. Vengono impegnati anche in un corso di cucito, durante il quale realizzano borse e regali per i genitori utilizzando vecchi jeans. Vengono fuori delle cose meravigliose». «Quest’anno», spiega Ermanno De Pompeis, direttore del Museo delle Genti d’Abruzzo a Pescara, «abbiamo deciso di uscire dal museo e abbinare i laboratori alle attività sportive nella piscina di Sambuceto. In programma abbiamo anche la bottega del mosaico e vari percorsi didattici sviluppati dal personale del museo e da docenti specializzati per avvicinare i bambini, attraverso il gioco, a temi culturali». O alle lingue stranieri, con iniziative come “Stones”, o “A spasso con Sheepy”, dove con storielle e filastrocche si avvicinano i bambini alla lingua inglese.
Ma il pezzo forte dell’offerta estiva abruzzese, soprattutto nelle aree interne, è rappresentato dalle colonie estive. Attività con un grande passato, un difficile presente e un futuro incerto. «Ogni anno è sempre più difficoltoso organizzare questi servizi che, comunque, sono molto attesi dai ragazzi delle scuole e, non dobbiamo dimenticarlo, dagli anziani» spiega Domenico Giangiordano, sindaco di Roccascalegna. «Noi mandiamo al mare circa 45 bambini dei quali, 3-4 dei paesi vicini al nostro, e 4 anche da Roma. I genitori li mandano qui dai nonni per mandarli al mare». La difficoltà è far quadrate il bilancio, «perché» spiega il sindaco, «lo Stato ci taglia sempre più i fondi. Noi cerchiamo di non aumentare le tasse, ma abbiamo le spese che aumentano, come i 23 mila euro annui che dobbiamo pagare ai canili per la custodia dei cani randagi catturati sul territorio. E non è un problema solo del mio Comune». «Certo, le difficoltà aumentano anno dopo anno» aggiunge il sindaco di Paglieta Nicola Scaricaciottoli, «ma, se per assurdo, dovessi tagliare i servizi, le colonie marine per i ragazzi saranno l’ultima cosa da eliminare. Sempre più genitori le richiedono, perché oggi farsi le ferie in famiglia è un lusso per molti». Ma nei programmi dei Comuni c’è spazio anche per gli anziani. Diverse amministrazioni offrono, con una compartecipazione alle spese, il soggiorno termale, generalmente a Caramanico, campi solari in montagna e colonie nelle piscine comunali o convenzionate con i comuni. E allora, buone vacanze a tutti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA