Colonnetta, il cippo del re invaso da scritte e rifiuti

Montesilvano, protestano i residenti del quartiere: troppi vandali indisturbati Sotto accusa anche la pericolosità di via Piceni: ostacoli in mezzo alla strada
MONTESILVANO. Atti di vandalismo, schiamazzi nelle ore notturne, erbacce e rifiuti buttati per strada, alberi con i rami rotti, telecamere di videosorveglianza coperte dal verde. Lo denunciano i residenti della Colonnetta, l’antico quartiere montesilvanese in cui nel 1848 si fermò a riposare persino il re Vittorio Emanuele II. La piazzetta del sacro Cuore, con uno dei monumenti storici della città, il famoso cippo posto a ricordo del passaggio del re, dovrebbe essere il luogo per eccellenza di aggregazione e invece è diventato uno spazio di bivacco per molti giovani che bevono e si divertono lasciando a terra bottiglie di birra, lattine vuote, pacchetti di sigarette e carte di patatine.
«Se nelle ore notturne è impossibile riposare», racconta Gabriella Serafina, «nelle ore pomeridiane siamo costretti a subire partitelle di calcio e linguaggio scurrile di ogni genere». Nella piazzetta c’è anche una chiesetta dedicata al Sacro Cuore che un tempo era sempre aperta mentre oggi è chiusa a causa di diversi atti di vandalismo e per via delle numerose scritte sacrileghe ritrovate all’interno. «Quando ci riuniamo a dire il rosario nelle ore serali», afferma un’altra residente, «siamo costrette a ripulire la piazzetta portandoci noi da casa scopa e paletta».
«Anche via dei Piceni è lasciata a se stessa», lamenta l’ex comandante della polizia municipale Sergio Agostinone. In una via larga 6 metri e a doppio senso di circolazione c’è chi parcheggia in tutti e due i lati della carreggiata impedendo una agevole circolazione veicolare mentre a chi abita nelle case, a raso strada, di uscire con tutta tranquillità. «Nella via», prosegue Agostinone, «è presente, nel tratto iniziale, una isola salvagente non segnalata adeguatamente per cui molte macchine ci vanno a sbattere, mancano i cartelli indicatori delle vie e manca un’adeguata segnaletica verticale. Basta poco per risolvere questi problemi», precisa Agostinone, «basterebbe istituire un senso unico da via don Gaetano Agostinone a via dei Dorici, istituire una zona 30, fornire l’area di un’adeguata segnaletica prevedendo dei divieti di sosta, rimuovere l’inutile isola salvagente oltre che verificare l’effettiva funzionalità delle telecamere presenti, un intervento costante dei vigili urbani e infine programmare una periodica pulizia della piazzetta e potatura delle piane ornamentali esistenti».
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