«Colpa dell’impianto troppo vecchio Occorre rinnovare»

SANTO STEFANO DI SESSANIO. «Davvero siamo il Comune che spende di più per l’illuminazione pubblica? Questa mi risulta nuova, comunque vorrà dire che per il futuro cercheremo di migliorarci anche in...
SANTO STEFANO DI SESSANIO. «Davvero siamo il Comune che spende di più per l’illuminazione pubblica? Questa mi risulta nuova, comunque vorrà dire che per il futuro cercheremo di migliorarci anche in questo». Il sindaco di Santo Stefano di Sessanio Fabio Santavicca apprende dal cronista che lo studio Openpolis indica il suo Comune con la bolletta dell’illuminazione pubblica più cara d’Abruzzo.
Perché? Quali sono secondo lui i motivi di questo risultato?
«La prima cosa che mi viene in mento è la vetustà dell’impianto pubblico, molto probabilmente il problema sta nel fatto che non riusciamo ad efficientare al massimo la corrente».
A quanti anni risale l’impianto?
«Agli anni Settanta-Ottanta, ci sono bellissimi lampioni in ghisa ma con lampadine tradizionali di vecchio tipo al vapore di mercurio».
Nel borgo storico, ritenuto fra i più belli d’Italia, i lampioni sono 150 nei quali non si possono inserire lampadine a basso consumo di energia elettrico perché il fascio di luce deve andare dal basso verso l’alto (e non il contrario) in quanto le stesse plafoniere sono satinate nella parte inferiore. Il fotovoltaico? L’eolico? Giammai perché l’intero paese è vincolato dai beni ambientali. E allora, sindaco, che cosa si può fare per abbassare questi costi?
«Intanto è bene precisare che questi costi per noi non rappresentano un’uscita materiale “di cassa” in quanto li paghiamo all’Enel con quel che ricaviamo dalla vendita dell’energia elettrica ai privati. E poi adesso abbiamo recuperato un finanziamento regionale per mettere a nuovo alcune parti dell’impianto ed evitare così la dispersione di energia e quindi eliminare gli sprechi. In poche parole, cercheremo di utilizzare un sistema puntuale per efficientare l’energia attraverso un misuratore dell’intensità della luce sia nelle strade c he negli uffici pubblici. Nel cimitero no perché ci sono solo i lumini a candela....».(a.mo.)

