Colpi di pistola dopo la rissa al circolo

Atto intimidatorio in via del Circuito per vendicare la zuffa dei giorni scorsi a Città Sant’Angelo. La polizia studia le riprese
PESCARA. Quattro colpi di pistola esplosi contro un palazzo e la porta di ingresso presa a calci, con il vetro andato in frantumi. È l’atto intimidatorio, senza feriti, avvenuto nella notte tra lunedì e ieri in via del Circuito, al civico 111. Per la polizia, che si occupa delle indagini, si tratta di uno strascico della rissa avvenuta all’alba del 23 gennaio a Città Sant’Angelo, nel circolo privato “El Hueco” e che quella stessa mattina ha avuto conseguenze al pronto soccorso dell’ospedale, dove si sono ritrovati alcuni feriti e degli amici, italiani e dominicani, che hanno ripreso la discussione.
Dopo quell’episodio, che ha portato il questore a sospendere la licenza del locale per trenta giorni in via cautelare, la litigiosità non si sarebbe affievolita. Anzi, a distanza di qualche giorno, alcuni amici di una delle due “fazioni” sarebbero tornati alla carica, pur non essendo direttamente coinvolti nella rissa scoppiata a Città Sant’Angelo. Verso le 3.30, stando a una prima ricostruzione del personale della squadra volante, un gruppetto di quattro o cinque persone si è presentato in via del Circuito, sotto casa di una donna, cominciando a urlare frasi del tipo «Fallo scendere», seguite da una serie di minacce. Poi si è sentito un po’ di trambusto e, infine i colpi.
La donna, che era in compagnia del fidanzato, un dominicano denunciato per la rissa avvenuta a “El Hueco”, si è rivolta al 113, verso le 3.30, facendo intervenire la polizia. Ha riferito cosa ha sentito e, da lì, hanno preso il via le indagini. Immediati gli accertamenti, con l’arrivo in via del Circuito della polizia scientifica, che ha recuperato e sequestrato due bossoli e due proiettili inesplosi, sparati da una pistola calibro 7.65.
Per risalire ai responsabili di questo episodio gli uomini della volante, diretti da Dante Cosentino, stanno studiando le immagini riprese dalle telecamere della zona, dove diverse attività sono dotate di un sistema di videosorveglianza. Partendo da lì la polizia potrebbe risalire all’auto utilizzata per raggiungere il civico 111, che si è subito dileguata, e a tutti i componenti del gruppo. Ma già nella giornata di ieri gli investigatori sono risaliti a due dei possibili responsabili della spedizione punitiva, un uomo e una donna, entrambi italiani. Gli elementi raccolti fanno ritenere che l’esplosione dei colpi, con il danneggiamento del portone, forse a calci, sia da legare alla rissa. In realtà chi ha sparato e mandato in frantumi l’uscio non ha partecipato alla zuffa ma aveva la sola intenzione di esprimere solidarietà, suppur in maniera anomala, nei confronti di alcuni amici che si sono trovati coinvolti nella rissa, come a voler lavare l’onta dell’accaduto in altra violenza.
Dopo lo stop temporaneo dell’attività il presidente del circolo Grey Cecilia, precisa che tutto è avvenuto perché «una ragazza italiana e il suo compagno, accolti come amici, hanno proferito frasi omofobe e razziste nei confronti delle etnie latine» ma «i soci hanno allontanato dal locale i facinorosi, contattando carabinieri e 118». La nuova gestione assicura di essere impegnata «contro la violenza e l'attività criminosa e criminale di alcuni» e assicura che la rissa è stata «un fatto isolato».
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