Colpita anche la sorella: «È venuto per ucciderla»

4 Settembre 2019

La donna è stata ferita alle mani: «Si conoscevano solo tramite messaggi L’intervento del cane è stato fondamentale: si è avventato contro quell’uomo»  

FRANCAVILLA AL MARE. A chiamare i soccorsi, quando erano da poco passate le nove del mattino, e a intervenire per prima, è stata la sorella di Aliona Oleinic, Natalia, che invano ha cercato di contrastare l'irruenza del 27enne albanese, finendo con il rimediare anche lei un paio di ferite da taglio sulle mani.
«Mia sorella e Roland si conoscevano solo tramite messaggi. Si scrivevano di tanto in tanto, ma lei non ha mai assecondato le sue richieste. Da quello che mi raccontava lui voleva una relazione, lei no. Più volte si è presentato davanti a casa per incontrarla, ma Aliona mandava me alla porta per dirgli che non c'era o comunque per temporeggiare», racconta mentre è ancora visibilmente scossa dall'accaduto.
«Questa mattina (ieri, ndr) è andata lei ad aprire. Lui ha ricominciato con la solita storia, lei ha detto no e a quel punto è stata aggredita».
Poi prosegue: «Io e mia madre abbiamo assistito a tutta la scena e siamo state noi a chiamare i soccorsi. Meno male che eravamo in casa perché se lui l'avesse portata dentro con ogni probabilità l'avrebbe uccisa».
Durante il disperato tentativo di frapporsi tra l'aggressore e la sorella, però, anche Natalia è stata ferita dal coltello dall'albanese, ormai accecato dalla smania di raggiungere il suo obiettivo.
«Guarda», dice mostrando i tagli sulle mani, «è stato lui a ferirmi mentre cercavo di contrastarlo. Per fortuna, mi ha colpito solo qui e me la sono cavata con qualche taglio e nulla più».
Quindi torna sul ruolo determinante che il loro pastore abruzzese, Gucci, ha avuto nel rallentare l'azione dell'uomo: «Il cane è stato fondamentale. Ha capito subito quali fossero le intenzioni dell'albanese e che la sua padrona fosse in pericolo. Si è avventato su di lui impedendogli di continuare a infierire su mia sorella che era già a terra. Adesso speriamo solo che tutto vada per il meglio, l'unica cosa che vogliamo è che Aliona possa stare meglio».
Da quello che raccontano i vicini e il proprietario della casa, dove la 33enne moldava vive, mai in passato si erano verificati episodi del genere.
Il titolare, che abita nell’edificio accanto, descrive Aliona come una persona educata, seria, puntuale nel pagamento delle utenze e mai problematica. Racconta che gli è stata presentata da alcuni amici in comune e da qualche mese abita nella casa teatro dell'aggressione.
Di solito vive da sola, ma in questo periodo con lei ci sono la mamma e la sorella, arrivate in Italia per passare qualche giorno in vacanza tutte insieme.
Mai avrebbero immaginato che un momento di relax si sarebbe trasformato in un incubo. (a.d.s.)