Colpo alle Poste, ha agito la mala del sud

28 Novembre 2021

Si cercano i due rapinatori armati che hanno strappato 80mila euro ai vigilantes. Allo studio le riprese delle telecamere

PESCARA. Un colpo da professionisti, studiato nei minimi dettagli per non lasciare tracce. È caccia da parte dei carabinieri della compagnia di Pescara alla banda che, venerdì mattina, ha assaltato davanti alle Poste di via Tirino un furgone portavalori dell'istituto Aquila, portandosi via 80 mila euro. A compiere materialmente la rapina, due uomini, volti coperti da cappucci, passamontagna e mascherina, e armati di pistola e fucile a pompa, con cui hanno minacciato, sparando in aria anche un colpo, due guardie giurate che erano in procinto di consegnare il denaro. Il tutto davanti agli occhi di diversi anziani in fila per riscuotere pensioni e tredicesime. Poi, dopo aver seminato il panico, la fuga a bordo di un furgone di una impresa edile che era fermo al semaforo e il cui conducente è stato costretto a scendere sotto la minaccia delle armi.
Dopo una mezzoretta, il mezzo, un Ducato rosso, è stato ritrovato nella zona di Colle San Donato. Dagli accertamenti è emerso che, per mettere a segno il colpo, i banditi hanno utilizzato non uno, ma due furgoni rubati. Uno per la fuga appunto, l'altro per arrivare in via Tirino. Quest'ultimo sottratto al proprietario, sempre a Pescara, qualche ora prima. Attorno alle 7, lo hanno parcheggiato vicino alle Poste, hanno quindi atteso l'arrivo del portavalori e al momento opportuno sono entrati in azione. Sui due mezzi ora sono in corso analisi approfondite alla ricerca di eventuali impronte.
Anche nella giornata di ieri i carabinieri, coordinati dal capitano Monica Dallari, hanno continuato a visionare le immagini dei vari impianti di videosorveglianza presenti in via Tirino, nella zona di Colle San Donato e nel luogo in cui è stato rubato il primo furgone per trovare elementi utili ad indirizzare in maniera precisa le indagini. Al momento la pista sembra portare dritta al sud. Mala pugliese o campana. Alcuni testimoni hanno riferito che i due erano di sicuro italiani con un accento stretto meridionale.
Il conducente del furgone rubato al semaforo ha raccontato che, pistola e fucile in pugno, dopo aver bussato al finestrino, hanno spalancato la portiera, intimandogli con aria tutt'altro che rassicurante di scendere. «Scinn abbasc», gli hanno detto testualmente. Quindi l'hanno scaraventato a terra, per poi allontanarsi a tutta velocità. Sempre stando al racconto dell'uomo ai militari dell'Arma, uno era di corporatura robusta.
Accertamenti in corso anche sul bossolo conficcato sotto allo sportello, vicino a quello Postamat, in cui una delle due guardie giurate era in procinto di inserire i soldi. Fondamentale la loro testimonianza così come quella dell'autista del portavalori che, seguendo alla lettera il protocollo di sicurezza, si è subito allontanato con il mezzo, carico di denaro, dirigendosi verso la caserma dei carabinieri.