Colpo da 90mila euro I ladri dimenticano martello e piccone

Il furto in via Isonzo: la polizia a caccia di impronte sugli attrezzi usati per rompere il muro della cassaforte
PESCARA. Un piccone, una mazzetta, un martello con manico in legno e testa di ferro. Sono queste le tracce lasciate dai ladri che, sabato notte, hanno messo a segno un furto da 90 mila euro nella casa di un professionista in via Isonzo, nel pieno centro di Pescara. Gli attrezzi da scasso, trovati sparsi sul pavimento, sono il punto di partenza obbligato dell’indagine. Sono stati sequestrati e portati in questura per capire se possono rivelare indizi sugli autori del colpo. Quegli attrezzi sono serviti a rompere il muro per portare via la cassaforte piena di contanti, gioielli e orologi, Rolex compresi. È stato rubato anche un computer portatile. Una prima stima, secondo il proprietario, si aggira proprio intorno ai 90 mila euro ma la lista dettagliata dei pezzi spariti non è stata ancora portata in questura.
Sabato notte, intorno all’1,30, è arrivata la chiamata al 113: quando sono rientrati a casa dopo una serata passata fuori, il professionista e la moglie hanno trovato le stanze a soqquadro con le finestre aperte e i cassetti rivoltati, biancheria e vestiti sottosopra. Sono intervenuti gli agenti della Volante, guidati da Dante Cosentino, e quelli della Scientifica alla ricerca di tracce. Ora, l’indagine è passata nelle mani della squadra mobile, diretta da Pierfrancesco Muriana. Tutto ruota intorno al modo in cui i ladri sono riusciti a entrare nell’attico e superattico al quarto e quinto piano di una elegante palazzina a un passo dalla riviera: sulla porta d’ingresso nessun segno. Quindi, l’unica via d’accesso resta l’ascensore personale che porta direttamente dentro l’appartamento. Un ascensore con un codice personale. L’ipotesi è che, nei giorni precedenti al furto, una microtelecamera sia stata montata all’interno di un neon dell’ascensore. Ma i poliziotti non hanno trovato niente: hanno guardato nell’ascensore ma, se c’era, la minitelecamera è stata portata via.
Con questi pochi elementi, si punta a cercare impronte sugli attezzi da scasso ma è possibile che sia un vicolo cieco per la polizia: basterebbe aver usato un paio di guanti per riportare gli investigatori al punto di partenza. Se è entrata in azione una banda, con appostamenti nella zona, la polizia spera che una telecamera abbia ripreso i malviventi ma la ricerca è difficile e non è certo se nelle immediate vicinanze di via Isonzo ci siano obiettivi.
Accanto agli attrezzi, è stato ritrovato anche un borsone pieno di argenteria: si tratta di merce di scarso valore che i ladri non hanno portato più via visto che sono riusciti a trovare il jolly e cioè la cassaforte. È stato un furto studiato e organizzato: i ladri sono andati a colpo sicuro, certi di trovare soldi e gioielli da portare via. Un colpo che lascia presumere che la banda aveva individuato da tempo la famiglia da derubare, studiandone le abitudini e l’abitazione stessa, al punto da arrivare a manomettere il faretto dell’ascensore interno.
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