Coltellate in centro, un arresto Denunciate altre due persone

Subito dopo l’aggressione del 57enne sul pianerottolo di casa, i poliziotti rintracciano Mario Galdo Il pescarese ammette le sue responsabilità, nei guai la compagna e il complice. S’indaga sul movente
PESCARA. I poliziotti li stavano aspettando sotto casa. Dopo il tentativo di rapina messo a segno mercoledì pomeriggio in piazza Sacro Cuore, Mario Galdo, 51 anni, e la sua compagna, A.M., 50 anni, hanno trovato ad attenderli a Montesilvano, vicino alla loro abitazione, gli investigatori della squadra mobile di Pescara. In meno di un’ora dall’accoltellamento in pieno centro di un 57enne, i poliziotti avevano già una pista investigativa precisa, che poi si è rivelata giusta. E quella pista portava proprio a Galdo e alla compagna. Poche ore dopo, nel cuore della notte, hanno bussato anche alla porta del terzo sospettato, R.I. , 62 anni, che vive a Rancitelli. Una volta messi insieme tutti gli elementi, la Mobile, diretta da Dante Cosentino, ha arrestato Galdo (finito in carcere) e denunciato gli altri due presunti autori dell’assalto. Dovranno rispondere tutti di tentata rapina aggravata e lesioni aggravate.
Quello che è accaduto due giorni fa in piazza Sacro Cuore è ancora in via di ricostruzione, per dettagli e retroscena. Ma i primi tasselli sono stati messi insieme subito dalla polizia. Alle 18.40 la vittima viene aggredita sul pianerottolo di casa (del figlio). È un 57enne di Monza, I.C., che si presenta come imprenditore ed è già noto per i suoi precedenti per reati finanziari: in questa fase sta scontando una pena a Pescara e beneficia di un permesso premio, oltre a lavorare all’esterno. Due uomini, che si sono intrufolati nel palazzo, lo stanno aspettando al piano superiore, lo raggiungono mentre apre la porta e lo bloccano. Indossano mascherina e occhiali, uno dei due ha un taglierino giallo in mano e gli chiede l’orologio, un Patek Philippe che vale più di ventimila euro. La vittima accenna una reazione, i due la prendono male e lo colpiscono al collo con il taglierino, ferendolo in maniera grave. Poi fuggono, senza aver preso l’orologio, e la vittima scende in strada sanguinante.
Scattano i primi soccorsi, vengono avvisati polizia e 118 e il 57enne finisce in ospedale, dove viene sottoposto a un intervento per suturare le ferite e poi ricoverato (la prognosi è di 60 giorni). Intanto le indagini hanno già fatto un decisivo passo avanti, essendo emersa la presenza di una donna, che ha fatto da palo ed è fuggita con la coppia. La conoscenza dei pregiudicati della zona porta i poliziotti a casa di Galdo – che ha precedenti per reati contro il patrimonio e una condanna per l’omicidio, quello di Wilma Monini, avvenuto nel 1988 in piazza Grue, a Pescara – e della compagna. Pochi minuti e i due rientrano e si scopre che l’uomo si è cambiato ma indossa ancora le scarpe, che sembrano imbrattate di sangue. Finiscono sotto sequestro e mentre la polizia esamina le immagini delle telecamere e ascolta i residenti di piazza Sacro Cuore, che collaborano e raccontano ciò che hanno visto, Galdo ammette le proprie responsabilità, non fa il nome del complice ma fa ritrovare una busta, di cui si sarebbe disfatta la compagna vicino al Bingo, dove ha infilato i capi di abbigliamento sporchi di sangue e il taglierino usato per accoltellare il 57enne.
L’esame dei telefoni, con le immagini delle telecamere, consente di arrivare, verso le 3, al terzo sospettato, un altro volto noto, con precedenti per rapina a mano armata. Viene perquisito a casa e spuntano fuori gli indumenti che indossava durante l’aggressione. È da capire il movente, visto che le versioni emerse sono discordanti. La vittima parla dall’ospedale di un tentativo di rapina, il presunto autore fa riferimento, invece, al vissuto carcerario e a promesse non mantenute per cui non si esclude un’azione ritorsiva, ma è tutto da accertare.
Con la Mobile si complimenta il questore Luigi Liguori per i risultati raggiunti in pochissime ore, perché è stata data «una risposta alla città» di fronte a un «episodio gravissimo». E un messaggio di ringraziamento è arrivato dal prefetto Giancarlo Di Vincenzo che si è congratulato con il questore e la polizia «per la brillante attività che ha consentito di individuare, con grande tempestività, gli autori dell’episodio criminoso» che si è verificato in piazza Sacro Cuore.
A livello politico è intervenuto invece il consigliere comunale del Pd Francesco Pagnanelli. «Oggi che la Lega governa Comune, Provincia e Regione, e partecipa al governo del Paese, la sicurezza dei pescaresi è precipitata», visto quanto accaduto due giorni fa, dice. «Ci chiediamo dove siano, oggi, quei consiglieri leghisti, dove siano le telecamere che annunciano ogni due settimane e dove sia il potenziamento della polizia municipale promesso. Per la Lega il problema è diventato il coprifuoco anti-turisti», con gli orari di chiusura imposti ai locali, contesta Pagnanelli. «Chiederemo a sindaco e assessori dove siano finiti i proclami sulla sicurezza».
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