Coltello e pistola non si trovano Così il branco li ha fatti sparire

Il pugnale del delitto resta in mare, dietro agli scogli: «Era avvolto in un calzino sporco di sangue» Almeno due testimoni parlano anche di un’arma: «Era scarica, volevano impaurire Christopher»
PESCARA. Potrebbe restare in fondo al mare per sempre, dietro agli scogli dello stabilimento balneare Croce del Sud, il coltello dalla lama nera usato domenica 23 giugno per uccidere Christopher Thomas Luciani all’età di 16 anni. «Un coltello con punta e taglio», questa la descrizione dell’arma, avvolto in un calzino sporco di sangue e poi gettato in mare al di là della barriera frangiflutti. I sommozzatori dei vigili del fuoco l’hanno cercato ma senza riuscirci: è come trovare un ago in un pagliaio. «Michele ha chiesto a Gianni “hai buttato il mio amico?”. Penso si riferisse al coltello. So che Michele aveva una pistola che penso fosse scarica», queste le parole di un ragazzino del branco affidate poco dopo la scoperta dell’omicidio al procuratore per i minorenni David Mancini, alla pm Angela D’Egidio e al commissario della squadra mobile Mauro Sablone. Coltello e pistola non si trovano: il branco li ha fatti sparire.
Con quel coltello – secondo i primi esami del medico legale Cristian D’Ovidio si tratta di un coltello con lama tagliente da entrambi i lati – Christopher è stato colpito 25 volte in un anfratto del parco Baden Powell in via Raffaello per un debito di droga di circa 250 euro: il ragazzino che ha assistito alla sequenza incredibile dice che, verso le 17, il primo a colpire il 16enne con 15 fendenti alle spalle è stato Gianni, figlio di una professoressa, poi gli si è avventato contro anche Michele, figlio di un carabiniere in servizio nel Pescarese, con altre 10 coltellate. Gianni e Michele ora sono rinchiusi negli istituti penitenziari minorili di Roma e Bari. «Svoltato a destra, vediamo Luciani a terra e Gianni con il coltello in mano. Quando siamo arrivati, Gianni ha continuato ad accoltellarlo», recita il verbale, «hanno detto che Gianni gli ha dato 15 coltellate e Michele, che poi ha preso il coltello, con una lama nera, gliene ha date altre dieci. Io mi sono allontanato e sono andato dagli altri. Io non ho reagito in alcun modo. Christopher faceva dei versi quasi di morte e loro gli dicevano di stare zitto. Lui era a terra, con una gamba accavallata all’altra, ripiegato per terra, esposto ai colpi sul fianco destro. Io ero allibito, non sapevo cosa fare, volevo fermarli ma non sapevo cosa fare. Mentre lo facevano sembrava che non ci stessero più con la testa».
Il ragazzino racconta anche come gli assassini hanno gettato il coltello cercando di non farsi vedere troppo dagli altri bagnanti: «Siamo andati alla Croce del Sud dove ci siamo fatti il bagno. Prima se l'è fatto Gianni e si è portato dietro un calzino lungo di Michele, insanguinato, con dentro il coltello che ha lanciato verso gli scogli». È difficile ma potrebbe accadere che il mare restituisca quel coltello, forse consumato dall’acqua di mare ma pur sempre esaminabile per trovare le impronte digitali.
Anche un altro ragazzino parla di questo episodio: «Poi siamo andati al mare e Gianni, Michele e un mio amico vanno fare il bagno. In quel frangente è stato buttato il coltello, credo che lo abbia buttato Michele o Gianni. Sì, Michele aveva una pistola. Credo che volesse impaurire questo ragazzo. Penso che Michele e Gianni si siano organizzati per questa cosa, per incontrare questo ragazzo». E poi, un dettaglio: «Voglio precisare che Gianni aveva dato appuntamento a Christopher per esigere il pagamento di debiti, verosimilmente di droga».
Un altro ragazzo dice: «Ricordo che Michele aveva una pistola. Me l’ha fatta vedere dopo che era finito tutto. Ce l’aveva in tasca. Non so come ce l’avesse. Mi ha detto che era scarica, senza colpi». Anche la pistola è introvabile, del resto, Michele ha avuto circa 4 ore di tempo per gettarla nel tragitto dal parco al mare e poi dal mare a casa.

