Comandante dei vigili multato: è rissa tra Luciani e Di Primio

29 Settembre 2020

La provocazione del sindaco di Francavilla: «Ha creato un caso politico, Chieti è la nostra collina» La risposta del primo cittadino teatino: «Il suo atteggiamento è offensivo, volgare e vergognoso»

FRANCAVILLA. «Chieti è la collina di Francavilla», provoca Antonio Luciani. «Non conosce la differenza tra l’ironia e il ridicolo, tra la decenza e l’indecenza», risponde Umberto Di Primio. È scontro totale fra sindaci dopo il caso del comandante della polizia municipale di Francavilla, Fabio Torrese, multato a Chieti per aver lasciato l’auto di servizio in divieto di sosta mandando in tilt il traffico per una buona mezz’ora. Venerdì, a raccontare per primo l’episodio su Facebook, è stato Di Primio. Ma dalla cittadina adriatica non hanno gradito la “cattiva pubblicità”. Tanto è bastato per accendere le polemiche. Dibattito che, ieri pomeriggio, è sfociato in rissa (virtuale). Sono le 15.21 quando Luciani pubblica un post sul suo profilo. «Ho deciso di compiere uno degli ultimi atti della mia amministrazione: espugnare la città di Chieti, la collina di Francavilla», ironizza. «Per farlo, ho iniziato a mandare le mie truppe sul colle, che per testimoniare la propria presenza hanno deciso di posizionarsi in modo tale da mandare in tilt il traffico cittadino in pieno centro nel giorno del mercato. Tanto è bastato, al sindaco Di Primio, per perdere le staffe, accorgersi di Francavilla e trasformare una (giusta) contestazione in un caso politico. Voglio ringraziare il sindaco di Chieti perché, grazie a questo episodio, ci siano accorti dopo 10 anni della sua esistenza. I chietini, straordinario popolo, purtroppo se ne erano già accorti». Luciani chiude il suo intervento con un post scriptum: «Cosa sarà andato a fare il comandante (colpevole) a Teate in una mattinata di lavoro? Semplice: una riunione tecnica per il Giro d’Italia presso la questura. E, per quanto ribadisco fosse in torto, è altrettanto evidente la situazione parcheggi nel centro cittadino. A proposito, avete mai avuto difficoltà a trovarne uno in quella zona?».
Dopo un po’, il messaggio viene cancellato. Ma è già diventato virale. E Di Primio la prende malissimo. «C’è differenza tra l’ironia e il ridicolo, tra la decenza e l’indecenza; queste differenze di certo non le conosce Luciani», replica il sindaco di Chieti. «Ha dimostrato di essere privo dell’educazione minima che ti porta a chiedere scusa di fronte a un evidente errore, nemmeno commesso da lui, ma anche di quel senso civico che avrebbe dovuto portarlo a redarguire chi ha lasciato l’auto in mezzo alla strada. Imbarazzante leggere che ha persino giustificato l’azione del suo incivile dipendente. Indecente vedere che, privo di argomenti, mai sazio di mettersi in mostra, la butta in rissa con un volgare uso della sua carica di sindaco. La cosa che mi conforta è che questo tesserato del Pdl, che ha fatto il sindaco con la sinistra, non rappresenta e non è specchio dei suoi concittadini. La sua protervia e arroganza, per fortuna, non appartengono ai francavillesi. E io lo so bene per aver vissuto l’infanzia a casa dei miei nonni, a Francavilla, e per averci passato ogni estate della mia vita. Non mi accorgo certo ora, dunque, di Francavilla, così come i residenti di questa bellissima cittadina non si sono accorti solo ora della presenza mia e delle migliaia di miei concittadini che la vivono perché lì hanno la loro seconda casa o perché la scelgono per trascorrervi l’estate». Di Primio è un fiume in piena: «Trovo assurdo che il sindaco di una città che vive del turismo anche di molti teatini continui ad offenderli offendendone il primo cittadino. Il sottoscritto, dopo 10 anni, ha ancora il 57% di gradimento degli elettori. Dunque gli abitanti di Chieti, che ricordo lui voleva diventasse provincia di Pescara, per accorgersi della mia esistenza non avevano bisogno di Luciani e neppure della macchina dei vigili di Francavilla abbandonata in mezzo alla strada». Il sindaco di Chieti torna sull’episodio del parcheggio: «Trovo vergognoso non solo il volgare atteggiamento politico di Luciani, ma anche e soprattutto la difesa del comandante di Francavilla, colpevole di aver mandato in tilt il traffico abbandonando la propria auto in mezzo alla strada. La situazione dei parcheggi a Chieti, nel centro storico, non è diversa da quella che si trova a Francavilla nei sabati e nelle domeniche d’estate. Ne so qualcosa perché sono uno di quelli che ha sottoscritto un abbonamento stagionale per i parcheggi a pagamento a Francavilla, ma che, quando non ha trovato posto vicino allo stabilimento, non ha abbandonato l’auto né sulla pista ciclabile, né in mezzo alla strada. Detto ciò, per quale motivo il comandante dei vigili di Francavilla dovrebbe essere giustificato per aver intralciato il traffico con l’auto di servizio? Siamo sicuri che non c’erano altri posti a piazza Garibaldi, in via Vernia, in via Marco Vezio Marcello, in viale IV Novembre? Ha cercato altrove o, semplicemente, ha lasciato l’auto nel posto più vicino alla Prefettura? Nulla contro il comandante di Francavilla, tutti possiamo sbagliare. Ma voglio rassicurare Luciani: non ho perso le staffe, mi sono proprio arrabbiato per il caos provocato dall’inciviltà di chi, per mestiere, è chiamato a sanzionare quella degli altri».