Combatte per il verde, rinviata a giudizio

19 Giugno 2018

Loredana Di Paola sarà processata per interruzione di pubblico servizio con 4 persone. «Ma non mi fermo»

PESCARA. Rinviata a giudizio per interruzione di pubblico servizio. Loredana Di Paola, del Forum Movimenti per l’acqua, è in attesa di essere processata. E per questo comparirà davanti al giudice ad aprile del 2019. È finita in Tribunale, con altre quattro persone, per aver combattuto contro il taglio degli alberi in città. L’abbattimento, che ha fatto discutere parecchio e a lungo, era stato promosso dal comune di Pescara ma associazioni e cittadini si sono organizzati con una serie di manifestazioni di protesta, in modo da contrastare il piano dell’amministrazione e chiedere una revisione ragionata del piano stesso.
Di Paola ripensa a quei momenti mentre si mobilita per un’altra campagna anti-taglio, che in questi giorni sta toccando via delle Fornaci. «All’epoca», dice, «si seppe che il Comune voleva abbattere oltre 100 piante. Si iniziò in via Regina Margherita e facemmo un tam tam per scongiurare il taglio. Il progetto toccava delle aree di pregio, come viale dei Pini e la zona della Pineta. Con gli esperti di varie associazioni abbiamo avviato una battaglia», anche sul piano del confronto. «E siamo riusciti a fermare materialmente l’operazione», prosegue nel suo ricordo. «Abbiamo avuto udienza, dopodiché ci sono stati dei sopralluoghi, sono state fatte delle valutazioni. E, dopo mesi, si è arrivati alla considerazione che delle piante, in realtà sane, potevano essere recuperate». Durante una delle manifestazioni finalizzate a contestare e rallentare i lavori, Di Paola e altre persone sono state identificate dai vigili. «Dopodiché è partita la denuncia e da lì si è andati avanti fino al rinvio a giudizio. Il taglio si fece ugualmente, in quella occasione, dopo la nostra manifestazione. Anche perché all’arrivo dei vigili specificammo che stavamo andando via».
Oggi le considerazioni sono amare. «In quel periodo, quando scattò la denuncia, avevamo ottenuto un risultato in termini di partecipazione. Perché per alcune piante abbiamo acconsentito noi stessi all’abbattimento ma molte altre si sono salvate. Pensavamo di dare il là a un nuovo metodo di azione sul verde, che passasse per la concertazione con gli esperti che fanno parte delle associazioni. Ma non era così. Non siamo stati più coinvolti. E ora si ricomincia con i tagli. Quando ci sono fondi per i lavori pubblici, tagliano il verde e annunciano la ripiantumazione». Bisogna prendere atto, per il passato, che «mentre stavamo facendo una battaglia per il bene comune, con il riconoscimento di un errore da parte dell’amministrazione, siamo stati denunciati e ora dobbiamo affrontare un processo penale. E quindi: avvocati, spese, stress e il rischio di una condanna, perché la denuncia non è stata ritirata». La speranza in un «cambio di passo del Comune è risultata vana». Poco conta. Perché Di Paola è sempre combattiva, come prima. «Io non mi fermo». (f.bu.)
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