Come salvare una vita A lezione 200 cittadini

PESCARA. Sono state circa duecento le persone che hanno partecipato all'edizione 2014 dell'evento “Viva nelle piazze”, organizzato dai volontari dell'associazione Cives sezione di Pescara e dell'Acupr...
PESCARA. Sono state circa duecento le persone che hanno partecipato all'edizione 2014 dell'evento “Viva nelle piazze”, organizzato dai volontari dell'associazione Cives sezione di Pescara e dell'Acupresa (Associazione culturale prevenzione e sanità Abruzzo), una manifestazione che rientra nell'ambito della Settimana per la rianimazione cardiopolmonare promossa a livello nazionale, dal 13 al 19 ottobre.
Lo hanno detto i volontari dell'associazione Cives sezione di Pescara, al termine del progetto che quest'anno si è svolto il 17 ottobre a Città Sant’Angelo, il 18 ottobre a Lettomanoppello e si è concluso domenica scorsa in piazza Primo maggio a Pescara.
«Un campus formativo per la simulazione di diversi scenari di emergenza sanitaria», hanno spiegato gli organizzatori, «un'iniziativa che ha coinvolto oltre duecento persone che si sono avvicinate al tema della Rianimazione cardiopolmonare. All'interno del corso, infatti, sono state previste una parte teorica che ha avuto l'obiettivo di informare la cittadinanza sulle problematiche dell'arresto cardiaco e una parte pratica, mediante l'esecuzione, nelle piazze cittadine, delle manovre da eseguire in caso di rianimazione cardiopolmonare».
Il 14 giugno 2012 il Parlamento europeo ha invitato gli Stati membri a istituire una settimana di sensibilizzazione dedicata all'arresto cardiaco, con lo scopo di migliorare la conoscenza e la formazione dei cittadini e degli operatori sanitari alla rianimazione cardiopolmonare.
L'obiettivo è realizzare un’ampia gamma di eventi volti a informare le diverse fasce della popolazione italiana circa la rilevanza dell'arresto cardiaco e l'importanza di conoscere e saper eseguire le manovre che possono salvare la vita: manovre semplici, sicure, che chiunque di noi, anche senza una preparazione sanitaria specifica, è in grado di attuare, quando è testimone di un arresto cardiaco.
«Per le associazioni presenti all'evento», hanno spiegato i volontari, «questi tre giorni sono stati un vero test, un modo di informare i cittadini circa le problematiche dell'arresto cardiaco e le manovre da mettere in atto per salvare una vita. Accorgimenti fondamentali che richiedono capacità di reazione a sangue freddo, senza mai affidarsi all'istinto o allo shock».

