Commercialisti, nuovo consiglio Si punta su giovani e formazione

Il presidente Di Bartolomeo: «Siamo una casa amica e andremo in provincia per incontrare la base» Tra le priorità la collaborazione con l’Università e con l’Agenzia delle entrate: «Vogliamo essere utili»
PESCARA. Ha creato e si è messo a capo di una «lista unica», cercando di «fare gruppo» e di essere lui stesso il collante tra «le varie anime della categoria». E così, con la sua squadra, è riuscito a portare alle urne, il 21 e il 22 febbraio, il 60% dei commercialisti della provincia di Pescara che in tutto sono 1.048. «Un bel numero», quello dei votanti, ed è la prima soddisfazione che Michele Di Bartolomeo ha incassato con i colleghi che si sono candidati con lui e sono stati eletti alla guida dell'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Pescara, tornato alle urne dopo un rinvio di 15 mesi.
Di Bartolomeo, neo presidente, è affiancato dal suo vice, Carlo Gabriele, dal segretario, Caterina Antonella Semola, dal tesoriere, Francesca Della Torre, e dai consiglieri Alberto Cerretani, Gianluigi Conti, Lucio D'Anteo, Barbara Grugnale, Claudio Luciani, Mirko Miscia e Alessandra Moscone. Ora si comincia a lavorare, forti di una lunga esperienza alle spalle di Di Bartolomeo, che ha «sempre fatto attività di categoria», e con lo spirito di «essere utili» su più fronti e «a servizio» degli altri, non solo dei tanti colleghi.
Spiegando gli obiettivi da raggiungere, Di Bartolomeo non parla mai al singolare «perché non intendo essere un presidente che si muove in solitudine», e vuole far passare un concetto chiave, in base al quale «l’Ordine è una casa amica, non un posto dove non si va».
C'è una premessa indispensabile, che fotografa l'esistente. «La crisi economica ha coinvolto tutti, anche le professioni, e quindi anche la nostra: c'è stato un impoverimento, una proletarizzazione. Durante la pandemia abbiamo lavorato parecchio, eravamo in studio o in smart working ad occuparci di una serie di adempimenti, così come i consulenti del lavoro» e tra le varie pratiche il neo presidente pensa a quelle per la cassa integrazione guadagni, che ha registrato un boom. È come dire che non c'è alcuna casta, come si potrebbe pensare. «Siamo vicini ai clienti e ci impegniamo anche a svolgere una attività di educazione fiscale nei loro confronti, a inculcare il principio che ciascuno deve contribuire secondo la propria capacità».
Guardando alla categoria, Di Bartolomeo annuncia che per «avvicinarci alla base faremo delle riunioni in provincia, saremo itineranti nei nostri incontri, per svolgere delle assemblee» lontano da Pescara, in altri comuni, e «cercheremo di essere più vicini all’Università, con l'obiettivo di una migliore formazione dei giovani, le prime vittime di una eccessiva burocrazia. Considerato che spesso ci sono degli adempimenti doppioni, bisogna mirare alla sburocratizzazione perché con meno adempimenti sarebbe tutto più semplice» ma ovviamente è fondamentale interfacciarsi con il livello nazionale (anch'esso chiamato a rinnovarsi a breve). E sempre per i giovani «è importante l'attività formativa gratuita, bisogna far crescere la loro professionalità», ma più in generale va «migliorata la qualità dell’offerta formativa. Puntiamo anche ad avere contatti con tutte le istituzioni: ci poniamo come interlocutori che possono essere utili in più campi, ad esempio se si parla di tributi, di sviluppo, di industria e di finanze. Noi ci siamo, con umiltà, diciamo basta agli individualismi».
Altro step: «Contiamo di migliorare i rapporti con l’Agenzia delle Entrate, visto che gli adempimenti sono tanti, per cui cerchiamo di dare il nostro contributo». Il concetto di utilità torna spesso perché «se siamo utili possiamo essere protagonisti del cambiamento. E a me piace parlare con i colleghi, essere a servizio, come ho sempre fatto in questi anni, facendo politica di categoria». Ora con un impegno maggiore, tanto più che «il nostro Ordine è il più numeroso di Abruzzo, Marche e Molise, e quindi è un punto di riferimento».

