Commerciante 80enne picchiato da tre banditi

15 Febbraio 2018

La vittima: «Mi hanno minacciato con un coltello puntato al collo» Nel negozio sono stati rubati 400 euro. Una donna bloccata e arrestata

PESCARA. Picchiato e minacciato con un coltello da cucina dentro al suo negozio di generi alimentari, in via Aterno. A ottant’anni Giovanni Camplone se l’è dovuta vedere con tre rapinatori che si sono presentati attorno alle 20 di martedì nella sua bottega storica. Lo hanno immobilizzato a terra e aggredito brutalmente, puntandogli il coltello al collo e al fianco. Volevano il denaro, continuavano a chiedergli i soldi. E quando sono riusciti a prendere circa 400 euro dalla cassa sono fuggiti via. Una dei tre, Daniela Carchesio, 35 anni, di Ortona, è stata acciuffata da una guardia giurata che vive in zona e poi arrestata dalla polizia. Gli altri due sono riusciti a fuggire ma sono tuttora ricercati.
Ripercorre quei momenti terribili proprio Camplone che è visibilmente agitato ma ha deciso di tornare immediatamente al lavoro e già ieri mattina alle 7.30 era dietro al bancone del suo negozio, dove lavora «da sessant’anni, 365 giorni l’anno», dice con orgoglio.
«Generalmente la sera mi chiudo dentro, verso le otto», racconta. Martedì, quando aveva già girato la chiave nella serratura, ha dovuto riaprire la porta perché «è venuta una cliente per cui l’ho fatta entrare. E quei tre stavano proprio dietro di lei. Mi hanno bloccato e in quegli istanti sentivo la cliente che chiedeva di non farmi male».
Con la voce tremante e lo sguardo terrorizzato Camplone pensa ai due uomini «con la carnagione scura» e alla ragazza che lo hanno «bloccato a terra e volevano legarmi le mani, ma non ci sono riusciti perché io mi dibattevo, nonostante che avessi il coltello qui al collo. Uno dei due uomini a un certo punto ha passato l’arma alla ragazza, ma non hanno conficcato il coltello fino in fondo. Mentre ero allungato a terra, urlavo e chiedevo di farmi alzare per andare a prendere i soldi», dice sempre il commerciante seduto con il suo camice su uno sgabello sistemato in direzione della porta di ingresso, davanti al bancone, mentre continua a sistemarsi in testa il berretto bianco da salumiere.
Dopo averlo picchiato, i tre, che avevano il volto coperto con le sciarpe, «hanno tentato di allontanarmi dalla cassa e trascinato in fondo al locale, infatti ora mi fa male l’anca», ricorda Camplone toccandosi la parte dolorante. «Mi hanno portato nello spogliatoio e chiuso la porta che divide quel locale dal negozio», una porta senza chiave. Non sapevano che da lì c’era la possibilità di raggiungere un’altra parte dell’edificio e l’ottantenne ne ha approfittato ed è «scappato a casa» dove «un’inquilina ha telefonato alla polizia e ha avvisato una guardia giurata» della zona. Nel frattempo i tre balordi hanno «buttato tutti i cassetti per terra e rubato 400 euro». Uscendo dalla bottega di via Aterno, l’unica donna del gruppo è stata rincorsa e bloccata dalla guardia giurata che aveva appena ricevuto l’allarme.
Poco dopo gli uomini della squadra volante (diretti da Paolo Robustelli) hanno controllato la donna e l’hanno trovata in possesso di 150 euro, parte del bottino.
«Ci siamo dibattuti una decina di minuti in tutto» e ripensare al pestaggio suscita agitazione nell’anziano commerciante. Ma lui non si è pentito di come si è comportato, della resistenza che ha opposto al terzetto. «Nonostante avessi il coltello al collo ho cercato di liberarmi in tutti i modi, fino a quando sono riuscito a scappare», continua a ripetere e intanto si tocca le ferite alla mano e sul volto.
Ha trascorso una parte della notte in questura e una parte in ospedale (dove è stato giudicato guaribile in sette giorni). «Sono tornato a casa alle 6 e alle 7.30 ero al negozio. Continuo a lavorare normalmente, certo. Sì, è vero, siamo vicino a Rancitelli ma le persone che abitano in quella zona fanno la spesa da me. E una cosa del genere succede e può succedere ovunque. Infatti martedì c’è stata un’altra rapina in via Venezia, in parafarmacia», come ha saputo dalla polizia. Pur essendo «in pensione da venti anni» Camplone lavora «con grande entusiasmo» e non vuole affatto chiudere la sua attività, anche perché fisicamente sta bene e la sua vita è proprio il negozio.
Carchesio è finita in carcere a Chieti per rapina aggravata in concorso e il coltello che aveva in mano durante la fuga è finito sotto sequestro. Ora la squadra mobile cerca i due complici.
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