Commercianti contro il Comune «Suolo pubblico, stop ai rincari»

8 Febbraio 2020

Gli operatori denunciano di non essere stati consultati sulla Cosap e si dicono pronti alle barricate «L’aumento Istat non è obbligatorio». Giampietro (commissione Controllo): «Ridurremo le tariffe»

PESCARA. Commercianti sul piede di guerra contro l'amministrazione comunale. Oggetto del contendere la rimodulazione del canone per l'occupazione del suolo pubblico (Cosap), per l'anno 2020, deliberata dalla Giunta Masci lo scorso 31 gennaio.
Da una parte, l'esecutivo giustifica il provvedimento preso come un adeguamento delle tariffe bloccate dal 2009, sulla base dei tassi Istat.
Dall'altra, gli operatori del commercio cittadino non ci stanno e si dicono pronti ad «alzare le barricate. Le associazioni di categoria non sono mai state chiamate per confrontarci su questi aumenti», sottolinea Gianni Taucci, direttore di Confesercenti Pescara, parlando anche a nome della Cna, durante la commissione Controllo e garanzia convocata proprio sul tema, alla presenza dei commercianti.
«Questa mancata convocazione, mai accaduta prima, è un fatto grave. La rimodulazione delle tariffe è stata palesemente una scelta di questa amministrazione, dal momento che l'aumento Istat non è obbligatorio». Con l'atto approvato sono state innalzate le tariffe per le occupazioni di suolo pubblico temporanee per venditori ambulanti, cantieri e spettacoli viaggianti; per gli stalli dei mercati comunali e quelle permanenti per i passi carrabili di box, garage e cortili, per i tavolini all’aperto, tende, chioschi e dehor. I passi carrabili in centro sono stati rincarati di 3,85 euro al metro reale, passando da 31,36 euro a 35,21. Nelle zone periferiche la tariffa passa da 18,93 a 23,26 con un aumento di 2,33 euro.
A subire una vera e propria stangata sono i dehor. I circa 50 presenti sul suolo pescarese subiranno un aumento dai 62,74 euro al metro quadrato ai 70,46 euro. Un rincaro annuale di 7,72 euro al metro quadrato, pari a circa il 10 per cento. «Questo aumento», aggiunge Taucci, «evidenzia la volontà di questa amministrazione di fare cassa. E per farlo utilizza come bancomat gli operatori del commercio, del turismo e dell'artigianato. I soldi non ci sono e noi non ci stiamo». Taucci lancia un ultimatum: «L'amministrazione faccia un passo indietro o noi commercianti alzeremo le barricate. L'altro aspetto gravissimo è la scelta di slittare il termine ultimo della prima rata, senza pensare a prorogare anche le rate successive, creando difficoltà ulteriori. Ciò significa che nel giro di un mese ci troveremo a dover assolvere al pagamento di due rate».
Con la delibera la scadenza per il pagamento della Cosap è slittata dal 31 gennaio al 31 marzo. In caso di rateizzazione, possibile per canoni superiori ai 1.500 euro, la seconda rata, fissata ad aprile, è rimasta invariata. «Ci sentiamo presi in giro», tuona il commerciante Federico Anzellotti del comitato Viviamo Pescara «l'assessore al Commercio Alfredo Cremonese ha aperto la porta per un confronto sull'argomento dopo aver votato la delibera, quando invece si sarebbe dovuto rifiutare di lasciar passare un provvedimento che ci danneggia. Il rincaro di oltre il 10 per cento è ben al di sopra degli aumenti fissati dall'Istat e non c'è alcun calcolo matematico che produce una stangata come quella che ci hanno inflitto». La rimodulazione delle tariffe inciderà sul bilancio comunale per circa 90mila euro. Cifra pari a quella in diminuzione legata all'abolizione della tassa sugli ombreggi, per la quale l'amministrazione è al lavoro.
Una manovra che per i commercianti è «un gioco delle tre carte, in cui tolgono da una parte e rincarano dall'altra». «Proporremo una modifica del regolamento nella parte relativa alla tempistica del pagamento», annuncia Piero Giampietro, presidente della commissione Controllo e garanzia, «e una mozione o un ordine del giorno affinché la Giunta si impegni a riassorbire l'adeguamento Istat con una riduzione delle tariffe».