Commercio, Dolc’è al posto dello storico bar Camplone

Il maestro gelatiere Mauro Masciangelo ha preso in affitto parte del locale di piazza Primo Maggio con il gemello Marco
PESCARA. Gelati per tutti i gusti, anche per celiaci e intolleranti, yogurt prodotto a Caramanico Terme, e poi tanti dolci al cucchiaio, le classiche torte della nonna, insomma una "bakery italiana", uno spazio di «alta pasticceria moderna, una cremeria che non ha niente a che fare con l’american bar e con i dolci importati dagli Usa».
Il maestro gelatiere Mauro Masciangelo ha in mente un progetto chiarissimo su come trasformare e far risorgere i locali che hanno ospitato il bar Camplone, a corso Umberto, chiusi dall’inizio dell’anno a seguito dell’improvvisa cessazione di un’attività storica e gloriosa. Nei giorni scorsi, Masciangelo ha preso in affitto una parte di quegli spazi (80 metri quadri su un totale di circa 300) e a breve, insieme al fratello gemello Marco, darà il via ai lavori di sistemazione per aprire «a Pasqua o in occasione della festa del papà».
L’ex Camplone si chiamerà “Dolc’è” ed è solo una delle strutture con lo stesso marchio che la “Premiata gelateria artigianale Caramanico Terme" ha realizzato e realizzerà in questa zona perché un primo locale è stato aperto a Sambuceto nel 2010, poi è stato creato il negozio di via Roma, nel 2013, e ora si lavora per inaugurare a Montesilvano (via Vestina) e si punta allo sbarco nel cuore di Pescara, a pochi passi dal mare, in un punto che ha un significato particolare per i pescaresi.
«In quattro anni», dice orgoglioso, «abbiamo fatto passi da gigante. Essere partiti da Caramanico, dove lavoriamo dalla fine degli anni 70 grazie agli insegnamenti di mio zio Ezio, e arrivare a mettere la nostra bandierina sul locale che è stato di Camplone è molto importante per noi. E’ un traguardo, anche perché abbiamo lottato contro una multinazionale che voleva aprire un fast food proprio in questi locali, ma la proprietà ha creduto nel nostro progetto e ha preferito darli in affitto a noi anziché a loro. Qui in corso Umberto, poi, si respira la storia», intesa come arte della pasticceria e della gelateria, «e questo mi fa piacere, mi riempie di orgoglio». Il maestro gelatiere, fiero dei premi ricevuti nel tempo, ringrazia alcune persone che in vari modi lo hanno aiutato, e cioè il padre, «che mi ha trasmesso la follia imprenditoriale, Donato Di Zio, che mi ha sempre supportato, e la ditta Arreda frigo di Cappelle, con i fratelli Antonio e Giuseppe Nigro, insieme a Lucia», presenti anche in questa fase di espansione. Masciangelo ha in mente un “concept di gelateria nuovo” e annuncia che il nuovo "Dolc'è" offrirà 60 gusti di gelato, tra cui “Pescara e provincia”, “Abruzzella”, “Cuore di parco” (che nasce dal formaggio di Sant'Eufemia), la “Crema allo zafferano di Navelli” e il “Caffé bianco”, e immagina tutta una serie di «belle torte italiane, oltre al Majella-lat point, cioè un corner dedicato allo yogurt che produciamo a Caramanico usando il latte del Parco della Majella. E poi serviremo colazioni e aperitivi ma tutto dal sapore italiano, senza prendere nulla dagli americani».
Di attività simili, in zona e nei dintorni, ce ne sono diverse, ma Masciangelo non ha paura della concorrenza, anzi pensa che si possa «creare un polo. E poi, dice, la competizione è stimolante e noi siamo professionali e professionisti, sicuri del prodotto. E’ vero, ci sono tanti locali uguali, ma non tutti assicurano la stessa preparazione. In questo mestiere non ti puoi improvvisare». Dando il via alla ristrutturazione, il maestro gelatiere svela anche di aver «ritardato di un anno il suo progetto in questo angolo della città: avevamo contattato la famiglia Cascella per il locale di fronte a Camplone, ma poi le cose sono andate diversamente e siamo stati costretti, non per nostra volontà, a rivedere i nostri piani».
Nei sogni di Masciangelo c'è anche altro, tra Russia e Asia, per portare il gelato di Caramanico fuori confine, e i primi contatti li ha già presi.
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