Commercio, in tre mesi chiusi oltre 180 negozi e attività all’ingrosso

Padovano (Confcommercio): «Si faccia un piano marketing di rilancio» Dolci (Confesercenti): «Affitti troppo alti, servono gli aiuti regionali»
PESCARA. In tre mesi, da gennaio a marzo 2023, in città sono nate 47 attività commerciali, tra ingrosso, dettaglio e riparazione di autoveicoli e motocicli. Ma nello stesso periodo le chiusure sono state esattamente il triplo, 140. Il 31 marzo le attività di queste categorie erano 4.931, in città. Sono i dati delle iscrizioni e cessazioni forniti dalla Camera di commercio di Chieti - Pescara sulle modifiche intervenute nel settore in un momento di palese sofferenza: lo dicono le saracinesche che si abbassano definitivamente in città, sempre di più. Vive lo stesso problema anche Montesilvano dove le iscrizioni sono state 20, nei primi tre mesi dell’anno, e le cessazioni 41, con un totale di attività commerciali all’ingrosso e al dettaglio pari a 1.828.
«Sono degli eroi tutti coloro che tengono ancora il negozio aperto in centro, dove gli affitti costano migliaia di euro, e poi ci sono le tasse da pagare», dice polemicamente il presidente della Confcommercio Riccardo Padovano. «Resta aperto chi ci crede, ma i dati sono davvero pesanti. Eppure un tempo Pescara faceva tendenza, dal punto di vista commerciale», continua Padovano. L’associazione di categoria chiede «una riforma del settore» e sollecita «un piano marketing. Lo diciamo da anni che i negozi sotto casa stanno scomparendo, sotto la spinta delle vendite on line e dei centri commerciali, che rappresentano una attrazione a scapito dei centri commerciali naturali. Ma Pescara ha un anello fondamentale, tra corso Vittorio Emanuele e via Fabrizi, con 1200 posti auto alle spalle, da tutelare: bisogna consentire ai clienti di accedere a questa zona. Ora invece si rischia di impoverire queste strade di una serie di attività che fidelizzano i clienti: non si può pensare, cioè, di fare dei lavori altrimenti diamo una mazzata alle attività». È fondamentale «portare gente», suggerisce Padovano che saluta con favore la «partenza dell’estate». Uno strumento potrebbe essere la Notte bianca «ma qui si farà in concomitanza con la festa di Sant'Andrea», il 29 luglio, fa notare polemicamente Padovano. «Cosa dobbiamo fare», si chiede, «se la politica non sa ascoltare?».
«Chiudono le attività storiche perché non c’è il passaggio generazionale», commenta Marina Dolci, presidente di Confesercenti. Ma ci sono anche altri problemi: «È una città troppo esosa, per gli affitti. In centro si pagano 3.000 euro per 70 metri quadri di negozio, e poi ci sono tanti balzelli, e penso alla Tari o all’occupazione del suolo pubblico, per il food. E poi ci sono poche presenze, di turisti ma anche di cittadini perché si avverte sempre più la suddivisione in quartieri». La Confesercenti promuove un’azione di impulso, per favorire le nuove attività, come «i corsi sull’imprenditoria, la formazione del personale per le vetrine e per la gestione, in modo da essere vicini ai ragazzi. Inoltre c'è la possibilità di usufruire di finanziamenti». Certo, resta il fatto che «i dati sono preoccupanti per cui ci attiveremo tramite la Regione e con la conferenza Stato-Regioni per far emergere le criticità e chiedere aiuti. Il dialogo con l’Uppi, che rappresenta i piccoli proprietari è costante, ma gli associati non accettano di ridurre gli importi degli affitti. Altro elemento critico: Pescara ha problemi di viabilità, i parcheggi sono a pagamento. E Montesilvano? È una città in evoluzione, con più chance, e il Comune si sta muovendo bene, ha dei progetti di riqualificazione su viale Europa e corso Umberto, che aiutano il commercio».

