Commercio, ripresa soft: «La gente ha ancora paura»

Gli esercenti chiedono norme chiare. Per ora solo la tazzina di caffè attira i clienti
PESCARA. Pronti, via. Le attività commerciali ripartono lentamente, con i locali semivuoti e molte incertezze sulle normative di sicurezza, mentre la giunta comunale ieri ha rinviato ancora una volta il provvedimento per l’occupazione del suolo pubblico. Si ricomincia con «tanta voglia di normalità». Lo dicono i clienti e i titolari di bar, ristoranti e coiffeur, che ieri hanno riaperto i tavoli e ripreso le forbici in mano dopo oltre due mesi di chiusura forzata. Scarsa la clientela nei ristoranti che in questi giorni hanno incassato con l'asporto e le consegne a domicilio. Al bar Excelsior di corso Umberto c'era la fila all'alba per riassaporare l'aroma forte del caffè del bar prima di tornare al lavoro, ma i controlli della polizia urbana hanno impedito di aggiungere altri tavoli sul marciapiede per mancanza di permessi amministrativi. Al bar Profeta di via Tiburtina è in arrivo un tunnel altamente tecnologico con spruzzo di nebbiolina igienizzante e screening facciale per catturare la temperatura corporea. Alla Fattoria Toccaferro di viale Regina Margherita si riparte dall'aperitivo.
PRIMO APERI-PRANZO L'avvocato Federica Barbante e l'amica Francesca Sisofo, che si occupa di software, si sono date appuntamento alla Fattoria Toccaferro di via Regina Margherita per il primo aperi-pranzo dopo due mesi di reclusione in casa: «E' una emozione grandissima», dicono mentre degustano una pizzetta al pomodoro e fanno un brindisi con l'acqua minerale sedute ai tavoli distanziati all'esterno, «riscopriamo il piacere di incontrare di nuovo gli amici dopo tanta convivilità a casa. Abbiamo sofferto in silenzio in questi mesi, ma sentivamo il bisogno di normalità. Ci siamo messaggiate ed eccoci qui, la prima pausa lavoro dopo tanto tempo. Restiamo fuori, sì. Ci dà più sicurezza. Non ce la sentiamo ancora di pranzare al chiuso, la paura del virus è ancora tanta».
POCHE PRENOTAZIONI All'Osteria Firenze, sull'omonima via, i titolari Stefano Baldassarre ed Erika Perfetti riaprono le porte del ristorante dopo settimane di lavoro con l'asporto. I primi a entrare sono Antonella Di Bartolomeo e Alessandro Bedeschini, bancari nei dintorni: «Potevamo pranzare in ufficio», rivelano i due colleghi che siedono distanti, tra un capo e l'altro del tavolo, «ma avevamo voglia di rimettere piede in un ristorante». Una visita gradita ai titolari che però si aspettavano «una folla più numerosa di impiegati degli uffici qui intorno, Comune, Provincia, Agenzia delle entrate. Invece in questo primo giorno registriamo solo pochissime prenotazioni, forse in tanti lavorano ancora in smart». Su 40 posti, ma solo 15 operativi, passata l'una, ne sono occupati solo tre. «Le regole non sono chiare, dobbiamo capire cosa fare con le comitive», si interrogano i coniugi Baldassarre, «abbiamo dovuto ridurre il menù, lavoriamo con l'asporto, ma con questa lentezza andiamo sotto, con i profitti. Per ora viviamo alla giornata, ma siamo ottimisti. Prima o poi ci riprenderemo tutti».
ASTINENZA DA CAFFÈ Al bar Excelsior, lo storico titolare Carlo Miccoli è in piena operatività dall'alba con i figli Roberta e Marco che preparano un caffè dopo l'altro. «Domenica avevamo la fila qui fuori al chiosco», rivela Miccoli, presidente della Fipe Confcommercio, «la gente è in astinenza da caffè forte, aromatico, altro che l'acquetta di casa. Per gli aperitivi ci stiamo organizzando. Abbiamo provato anche a mettere dei tavoli fuori sul marciapiede, ma i vigili ce lo hanno impedito, abbiamo richiesto altri permessi. Alle istituzioni chiediamo tolleranza, non repressione, siamo già stati abbastanza penalizzati. Possiamo fare entrare 8 persone, abbiamo attrezzato anche un salottino per famiglie. Notiamo molta disciplina ed educazione, ognuno aspetta il suo turno».
TAVOLINI SEPARATI All'Excelsior si entra uno per volta, ci si igienizza le mani, si infilano i guanti e ci si siede ai tavolini separati dal plexiglass che fanno bene alla privacy. Arriva Marco Rega, cliente abituale, titolare di una yogurteria nelle vicinanze: «Abito in questo palazzo e ogni mattina il caffè dell'Excelsior è una tappa di cui non si può fare a meno». Le tazzine sono sanificate a 85 gradi. Maria D'Intinosante fa colazione completa, cornetto, caffè e succo: «Non vedevo l'ora, questo è un luogo sacro per me».
CERIMONIE ANNULLATE Il maestro pasticcere Federico Anzellotti, presidente dell'associazione italiana pasticceri Pastry, riapre domani il suo locale di via Roma, «Emozioni italiane. Con quale spirito ripartiamo? Durante il lockdown ci hanno annullato 240 catering di matrimoni e cerimonie, gli incassi giornalieri passeranno da 1000 euro a 200 inizialmente, i 23 dipendenti sono in cassa integrazione, non abbiamo preso un euro dallo Stato che, però in compenso, ci ha tolto la responsabilità penale per il rischio contagio. Almeno questo. Ma ce la faremo».

