Commessa truffa anziano per comprare un cellulare

27 Aprile 2023

PESCARA. Ancora un anziano raggirato, stavolta di Spoltore. In questo caso il pensionato va in un negozio di telefonia per acquistare un telefonino e, dopo diversi mesi, scopre un addebito sul...

PESCARA. Ancora un anziano raggirato, stavolta di Spoltore. In questo caso il pensionato va in un negozio di telefonia per acquistare un telefonino e, dopo diversi mesi, scopre un addebito sul proprio conto corrente di un finanziamento a rate relativo all’acquisto, da lui mai richiesto, di un secondo telefonino e di due sim card per un totale di 400 euro. Dopo indagini condotte a seguito della segnalazione dell’uomo, i carabinieri della stazione di Spoltore, coordinati da quelli della compagnia di Pescara, diretti dal capitano Giovanni Rolando, hanno denunciato a piede libero per sostituzione di persona, una commessa del negozio di telefonia, a cui si era rivolto. Si tratta di una 30enne di origini pugliesi, residente a Francavilla al Mare, incensurata.
La brutta sorpresa per l’anziano è arrivata qualche giorno fa quando, andando a controllare il conto corrente, si è accorto che gli era stato addebitato un finanziamento per degli acquisti di articoli di telefonia di cui non sapeva nulla. Preoccupato, si è subito rivolto ai carabinieri di Spoltore, raccontando, carte alla mano, di questo finanziamento a rate che stava pagando per merce che non aveva comprato. Finanziamento che, proprio dalle carte, risultava fatto, a suo nome e cognome e con tutti i suoi dati bancari, nello scorso mese di giugno, per l’acquisto di un telefonino e due carte sim. È stato poi lo stesso anziano a dire che lui, in quel periodo, era effettivamente andato in un negozio di telefonia di Spoltore e aveva stipulato un contratto, ma per il solo telefonino che aveva acquistato. A seguito della denuncia, sono stati effettuati degli accertamenti, e nel giro di pochi giorni i carabinieri del comando provinciale, coordinati dal colonnello Riccardo Barbera, hanno scoperto che, a sua insaputa, con i suoi dati era stato fatto un secondo contratto. E la responsabile, da quanto emerso, era l’addetta alla vendita che lo aveva seguito nell’acquisto: ma dopo aver aiutato l’anziano, una volta entrata in possesso di dati e firme necessarie, aveva attivato il finanziamento per un altro cellulare, con relativa sim.
Adesso si sta cercando di capire se questo secondo telefonino, pagato dalla vittima, sia finito poi nelle mani della commessa. Il negozio è completamente estraneo alla vicenda.
Ancora una volta l’invito delle forze dell’ordine agli anziani è di fare sempre attenzione a tutto, di cercare di leggere, prima di firmare carte e documenti. Se vengono proposti contratti e finanziamenti, consultarsi, se si ha la possibilità, con familiari o persone di fiducia.
Anche la prefettura di recente ha realizzato un opuscolo contenente i consigli rivolti agli anziani per non farsi raggirare, con i numeri utili da chiamare in caso di necessità o dubbio. (a.d.f.)
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